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Gori, basta ostacoli alla semplificazione negli enti locali

Tempo di lettura: 2 minuti

Ultimo aggiornamento 10 Gennaio, 2024, 19:25:15 di Maurizio Barra

“Da tanti anni si parla di
semplificazione per gli enti locali ma ogni volta si pone
qualche ostacolo sulla strada di coloro che rappresentano l’ente
più prossimo ai cittadini”: così Federico Gori, coordinatore
della Consulta Piccoli Comuni di Anci Umbria e sindaco di
Montecchio (Terni), commentando la delibera Anac che dal primo
gennaio 2024, in ottemperanza a quanto previsto per adempiere
alle riforme del Pnrr, modifica completamente il sistema dei cig
(codici identificativi gare).

   
“Di fatto questa disposizione – continua Gori – ci impedirà
di fare acquisti nei piccoli negozi commerciali di vicinato e di
utilizzare le professionalità del territorio. Così facendo
togliamo valore economico ai territori, che già si trovano in
condizioni di particolare difficoltà, aumentando allo stesso
tempo il lavoro delle amministrazioni dei piccoli Comuni”.

   
“Lo smart cig – sottolinea il coordinatore della Consulta –
deve essere reintrodotto subito. Rappresenta circa il 90% dei
cig presi ed è frutto di un sistema facile e veloce. Toglierlo è
stato inopportuno e, come previsto dalla Finanziaria 2007, si
tolga l’obbligo di cig per acquisti sotto i 5mila euro. Pensare
di adottare questa procedura per incarichi da poche centinaia di
euro e obbligare le ditte artigiane o individuali o negozi di
paese ad aderire a piattaforme telematiche è impensabile.

   
Servono piattaforme semplici, interfacce chiare, che non
rappresentino un adempimento macchinoso per i dipendenti
comunali. Servono piattaforme intuitive che garantiscano
trasparenza ma anche facilità di utilizzo. Per noi è
fondamentale togliere burocrazia, non aggiungerla. Piattaforme
semplici e intuitive tra l’altro servono a tutti, sia ai piccoli
che ai grandi Comuni. Con il nuovo sistema per avere un codice
si impiega più di mezz’ora, quando la piattaforma funziona,
mentre prima servivano pochi minuti”.

   
“Noi rappresentanti dei Piccoli Comuni chiediamo piattaforme
semplici e intuitive ma soprattutto fiducia. Solo così –
conclude Federico Gori – riusciremo a concentrarci sulle opere
pubbliche maggiori, soddisfando i dettami dell’Unione europea in
funzione dell’attuazione e del successo del Pnrr”.

   

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