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Mostre:'Sguardi disincantati sul mondo: per un nuovo inizio'

Tempo di lettura: 2 minuti

Ultimo aggiornamento 10 Gennaio, 2024, 20:29:47 di Maurizio Barra

Si terrà nella Chiesa di San Severo
al Pendino a Napoli dal 13 gennaio (inaugurazione alle 17.30) la
mostra dell’artista Bartolomeo Cristiano intitolata “Sguardi
disincantati sul mondo: per un nuovo inizio”. “L’uomo
contemporaneo nell’era della tecnica e del nichilismo imperante,
in una realtà sempre più frammentata e relativa, pare colpito da
un profondo senso di smarrimento” spiega il pittore parlando
della sua nuova esposizione aperta fino al prossimo 3 febbraio.

   
“Chiuso in un solipsismo pervasivo, privo di modelli e
indifferente alle grandi questioni, l’uomo moderno è disilluso,
spesso scontento angosciato – aggiunge – In un mondo dominato
dai social e dal consumismo, perennemente solo e disorientato,
lottando contro una sensazione di vuoto e di nulla, vive oggi
una drammatica crisi. In un’epoca in cui è tutto fugace e
provvisorio e sembra che nulla valga davvero, ci si trova
inesorabilmente a combattere la mancanza di un orizzonte di
senso. All’amara consapevolezza della sua fragile condizione
risponde, allora, il disperato bisogno dell’uomo di reagire, di
resistere allo stacco, alla sconfitta, allo sbandamento causato
dalla perdita dei valori. Si rende, perciò, più che mai urgente
la necessità di riacquistare motivazione per aprirsi a orizzonti
nuovi; non è mai troppo tardi per riappropriarsi di sé stessi e
ripensare a un’alternativa, a un nuovo inizio”.

   
Partendo da questi concetti l’artista ha cercato con le sue
tele di testimoniare il malessere, l’isolamento, l’assenza di
certezze, l’impotenza dell’uomo che ha perso i propri punti di
riferimento, attraverso tredici volti scomposti, asimmetrici,
disuniti. Si tratta di individui diversi per sesso, età,
condizione sociale ed esperienza di vita. “Sono stati realizzati
tredici ritratti distinti – dice Bartolomeo Cristiano – ma in
realtà è un ritratto solo: la fotografia dell’uomo contemporaneo
che guarda il mondo smarrito e in cerca di risposte.

   
L’osservatore, sentendosi a sua volta scrutato dai soggetti
rappresentati, sarà esortato a riflettere: è necessario prendere
coscienza del disagio esistenziale del nostro tempo, del ‘male
di vivere’, affinché si trovi un nuovo sentiero da percorrere”.

   

   

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