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Navalny riappare per la prima volta in un video dopo il suo trasferimento nella prigione artica

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Ultimo aggiornamento 10 Gennaio, 2024, 21:43:42 di Maurizio Barra

Aleksei Navalny, l’oppositore del presidente russo Vladimir Putin, ricompare in video dalla colonia penale a regime speciale a Kharp, nella regione di Yamalo Nenets, nell’Artico. Navalny, 47 anni, che è stato condannato per oltre 30 anni di carcere, si è presentato oggi a un’udienza di un tribunale, ripresa da telecamere, dove ha presentato una denuncia contro l’amministrazione penitenziaria russa per le sue condizioni di detenzione. Lo riferisce Mediazona, un media indipendente russo, in un post su ‘X’ pubblicando delle foto di Navalny.

A dicembre il leader dell’opposizione russa è scomparso dal carcere Kovrov durante un trasferimento durato 20 giorni fino al carcere di Kharp situato a 1.900 chilometri a nord-est di Mosca.

Navalny sta scontando condanne per un totale di oltre 30 anni per una serie di accuse, dalla frode all’attività estremista, che secondo lui sono state inventate per metterlo a tacere. Nel 2020 è sopravvissuto a un tentativo di avvelenarlo con un agente nervino, sempre a suo dire messo in atto dagli uomini di Putin.

Il Cremlino afferma che è un criminale condannato e che il suo trattamento è una questione di competenza del servizio penitenziario. Ha dipinto lui e i suoi sostenitori come estremisti con legami con l’agenzia di intelligence CIA che, a loro dire, stanno cercando di destabilizzare la Russia.

All’udienza di oggi – trascritta dall’agenzia di stampa russa indipendente Mediazona – Navalny ha sostenuto senza successo che le autorità avevano agito illegalmente mandandolo in una cella di isolamento a ottobre per aver insultato un ispettore carcerario.

Navalny hadetto che l’ispettore gli aveva confiscato la penna nonostante avesse il diritto di avere materiale per scrivere, e ha riconosciuto di aver “esagerato” definendo il funzionario un diavolo, un idiota e uno spaventapasseri.

Ma al momento di quell’incidente, ha sostenuto, avrebbe dovuto essere già stato trasferito da Melekhovo in un altro centro di detenzione, dopo che la sua ultima condanna a 19 anni è stata emessa ad agosto. Il giudice ha respinto la denuncia di Navalny.

La colonia penale “Polar Wolf” (lupo polare) a circa 1.900 km a nord-est di Mosca, è una delle più dure della Russia. Navalny ha scherzato in un post sui social media trasmesso dai suoi avvocati questa settimana che la temperatura “non era ancora stata più fredda di -32°C” e che stava trovando il suo esercizio mattutino “tonificante”.

Ha suscitato le risate del giudice quando ha chiesto durante la telefonata se la colonia di Melekhovo avesse organizzato una festa per celebrare la sua partenza e se avesse incluso il karaoke.

L’oppositore ha denunciato diversi gravi soprusi in questi due anni di reclusione e di essere stato continuamente rinchiuso in un’angusta cella di isolamento con i pretesti più assurdi. Dall’agosto del 2022 si stima che il dissidente abbia trascorso 273 giorni in cella di isolamento. Una situazione già rimarcata da Amnesty International, che ha accusato la direzione del carcere di Melekhovo di voler “spezzare lo spirito di Navalnyr rendendo la sua esistenza nella colonia penale insopportabile, umiliante e disumanizzante”.

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