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Caso Golinucci, la famiglia insiste e chiede nuovi scavi

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Ultimo aggiornamento 11 Gennaio, 2024, 10:36:06 di Maurizio Barra

La famiglia di Cristina Golinucci,
non si arrende e chiede alla Procura di Forlì di disporre nuove
ricerche e scavi nella zona vicina al convento dei Cappuccini di
Cesena dove all’epoca della scomparsa della ragazza di 21 anni,
nel 1992, ci furono lavori per la realizzazione di una cisterna.

   
In passato il luogo fu controllato, ma con metal detector e
georadar, strumenti che consentivano di esaminare il terreno
solo fino a un metro di profondità.

   
Lo spunto arriva da due segnalazioni: una del 29 dicembre, un
ex dipendente di Romagna Acque intervistato dal Corriere di
Romagna che ricordava i lavori di scavo dell’epoca e il
movimento di terra; la seconda, dal ritrovamento di un biglietto
dove, nel 1997, una persona segnalò agli investigatori di
cercare “dove l’Amga e l’Enel hanno scavato, nei pressi della
cisterna, tutto in quel tempo”.

   
L’avvocata Barbara Iannuccelli, che assiste Marisa Degli
Angeli, madre di Cristina, l’8 gennaio ha fatto un sopralluogo
nel punto indicato, ora effettivamente in gestione a Romagna
Acque. La richiesta in una memoria inviata alla Procura
forlivese, che sta indagando dopo che il Gip ha respinto la
richiesta di archiviazione del fascicolo per omicidio a carico
di ignoti, è di acquisire documentazione dalla società sugli
scavi del 1992 e di disporre ogni ricerca utile nel luogo
indicato, per escludere che il corpo della 21enne si trovi lì.

   

   

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