Ultimo aggiornamento 12 Gennaio, 2024, 15:20:25 di Maurizio Barra
Protesta silenziosa dei sindacati
della Polizia locale di Milano durante la commemorazione del
vigile Nicolò Savarino, vigile di quartiere in bici travolto e
ucciso 12 anni fa da un Suv durante un controllo. I
rappresentanti di tutte le sigle sindacali, tranne una il Sulpl,
si sono girati di spalle durante l’intervento dell’assessore
alla Sicurezza Marco Granelli e del comandante della Polizia
locale Marco Ciacci, in segno di protesta per chiedere più
sicurezza per gli agenti. Si sono poi di nuovo girati quando ha
preso la parola il fratello di Nicolò Savarino, Carmelo.
“Abbiamo avuto il sostegno dei colleghi di Nicolò, persone
speciali e anche dagli stessi cittadini milanesi e ringraziamo
la città per questo – ha detto Carmelo – . Ai giovani ghisa che
iniziano a fare questo lavoro posso solo consigliare di farlo
con tanto orgoglio”.
“Non vogliamo che si ripetano le condizioni che hanno portato
alla morte di Nicolò – ha detto Amilcare Tosoni della Cisl fp -,
cioè che vengano messi in strada agenti, che adesso vengono
chiamati agenti di prossimità e non vigili di quartiere ma sono
la stessa cosa, da soli, in bicicletta o a piedi senza avere il
supporto necessario. I vigili di quartiere non devono svolgere
il servizio da soli e su questo c’era stato un accordo ma
cambiando il nome l’amministrazione vuole bypassare questo
accordo e mettere in strada 150 agenti anche senza esperienza,
perché parliamo di neo assunti”. La protesta quindi non riguarda
la vertenza sindacale per cui è stato proclamato sciopero il 14
gennaio (giorno della partita Milan Roma) e un blocco degli
straordinari dal 12 al 16 gennaio, contro la volontà del Comune
di aumentare le pattuglie di turno la sera e la notte.
“Siamo in un Paese libero e democratico, si può manifestare
il proprio dissenso. Poi ognuno si assume nei contenuti le
proprie responsabilità – ha commentato Granelli -. Noi abbiamo
fatto una proposta, auspichiamo che anche i sindacati si siedano
al tavolo e ci aiutino a costruire una soluzione migliore
possibile. Ci sono delle proposte, si lavora ma una cosa è
certa: non possiamo non cambiare nulla”.
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