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Pandoro-gate, partite le richieste di rimborso. In centinaia contro Chiara Ferragni

Tempo di lettura: 2 minuti

Ultimo aggiornamento 12 Gennaio, 2024, 16:11:01 di Maurizio Barra

Il Codacons evidenzia che sono arrivate 250 segnalazioni da parte di persone che, nell’inverno 2022, hanno comprato il pandoro Balocco-Ferragni. L’associazione per la difesa dei diritti dei consumatori spiega che che in realtà le segnalazioni sarebbero molte di più, ma che queste sarebbero quelle rilevanti ai fini di una class action contro l’azienda dolciaria e l’influencer.  

Il Codacons, sul cui sito è nata la pagina “anche tu vittima del pandoro-gate”, ha aperto un’indagine per truffa aggravata da minorata difesa a carico di Chiara Ferragni e dell’ Ad dell’azienda dolciaria, Alessandra Balocco e l’associazione è pronta a fornire il materiale necessario alla procura di Milano.

Noi abbiamo acquistato il pandoro proprio perché la nostra neonata era stata curata dal Regina Margherita e pertanto abbiamo scelto questo pandoro. Non abbiamolo scontrino ma la foto del dolce“, è il testo di una delle segnalazioni arrivate al Codacons.  

L’anno scorso – si legge in un’altra email – abbiamo acquistato un pandoro Balocco in collaborazione con Chiara Ferragni. Nonostante le nostre poche risorse economiche e il prezzo non irrisorio del pandoro, ci sembrava comunque una buona iniziativa per aiutare chi è meno fortunato di noi. Adesso ci sentiamo traditi e truffati, perché per noi è stata una spesa che abbiamo fatto con il cuore; per questo motivo, sono qui a richiedere un rimborso“.  

Sono molte le lamentele, anche non volte al risarcimento, ma solo per gridare allo scandalo di chi lucra sui dolori altrui. 

Post Facebook Codacons su Balocco-Ferragni facebook

Post Facebook Codacons su Balocco-Ferragni

L’Agcom, intanto, insieme anche ad alcuni rappresentanti del settore, ha esteso le disposizioni del Testo unico sui servizi di media audiovisivi anche ai content creator, equiparandoli agli altri operatori

Gli influencer hanno accolto positivamente la novità, considerandola sia un’occasione per dare maggiore credibilità al loro lavoro, sia come un riconoscimento professionale. 

Del resto, il giro economico del settore è da capogiro: 348 milioni di euro, che salgono a un miliardo se si prende in considerazione tutto il comparto della creator economy. I dati sono quelli di DeRev, azienda per la strategia, la comunicazione e il marketing digitale, e dell’Osservatorio nazionale influencer marketing (Onim), riportati dal Corriere della Sera che illustra anche quanto valgano i post e le storie pubblicate sui social, a seconda del numero di follower e interazione: parametri di riferimento anche per l’ Agcom, per stabilisce chi debba adeguarsi al Testo unico sui servizi dei media audiovisivi. 

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