Ultimo aggiornamento 13 Gennaio, 2024, 15:25:22 di Maurizio Barra
Secondo le prime informazioni, l’omicidio sarebbe avvenuto intorno alle 3 di notte. Il corpo senza vita è stato trovato nei pressi della metro C Pantano, lungo la via Casilina.
Indagano i carabinieri della compagnia di Frascati, che stanno ascoltando alcune persone che potrebbero fornire elementi utili agli accertamenti. Stando a una prima ipotesi investigativa, potrebbe esserci stata una lite tra due gruppi rivali, con qualcuno armato di pistola che avrebbe esploso alcuni colpi, andati a segno, all’indirizzo del 14enne.
Al vaglio di chi indaga non ci sarebbe uno scontro tra baby gang ma un regolamento di conti (forse questioni di droga) tra bande rivali i cui componenti sono quasi tutti maggiorenni. Una parte dell’aggressione sarebbe stata immortalata dalle telecamere di videosorveglianza installate dal Comune.
Le immagini sono ora al vaglio dei carabinieri della Comando di Frascati. Nei video, secondo quanto apprende l’AGI, si vedrebbero 7 persone, molte delle quali interne al gruppo della vittima. Una di queste sarebbe stata in possesso di una mazza da baseball nascosta dietro la schiena. Non si vedrebbero invece pistole. L’angolo dove sono stati esplosi i colpi non sarebbe invece ripreso dalle telecamere.

I colpi di pistola che hanno ucciso Ivan sarebbero stati esplosi da un’autovettura in corsa, stando a quanto riferito da alcuni testimoni. Del gruppo rivale farebbero parte alcuni nomadi.
Il ragazzo, con altri componenti della sua banda, avrebbe litigato con i rivali in un bar: due ore dopo, si sarebbero dati appuntamento per chiarirsi su via Casilina, in un parcheggio, all’altezza della metro C Pantano. Lì è avvenuto l’agguato.
Acquisite le immagini delle telecamere di videosorveglianza
Sono state acquisite dai carabinieri le immagini delle telecamere di sicurezza interne ed esterne alla stazione di Pantano dove il 14enne romeno è stato ucciso. I filmati potrebbero essere importanti per ricostruire gli attimi precedenti e quelli immediatamente successivi al delitto e per individuare i responsabili.
La casa di Ivan A.
Sono in corso numerose audizioni da parte dei carabinieri di Frascati. Sarebbero stati ascoltati amici e parenti del minore per ricostruire meglio l’ambito nel quale è avvenuto il delitto che sembrerebbe essere quello della microcriminalità.
Una famiglia difficile
“Una famiglia difficile”: è descritto così, da alcuni vicini di casa, il nucleo familiare di Ivan A., il 14enne ucciso a colpi di pistola a Monte Compatri. Il minorenne abitava, insieme ai genitori, al piano terra di una palazzina in via Casilina, al confine tra la Capitale e il luogo del delitto. Il papà, secondo quanto raccontato dai vicini di casa, in passato, avrebbe avuto “qualche problema con le forze dell’ordine”.
Quattro colpi a segno
“La sua famiglia vive qui da due anni. Ho saputo che gli hanno sparato quattro volte, non si può morire così, è una cosa allucinante. Lo vedevamo qui ogni tanto. Sempre ciao, ciao, ma niente di più. Da vicini siamo sconvolti”. Così un vicino di casa di Ivan A. L’uomo, come tanti altri vicini, sarebbe stato svegliato nel cuore della notte dalle urla di dolore della mamma. Il minorenne viveva su via Casilina, a poca distanza dal luogo in cui è stato freddato.
La comunità sgomenta
“Il delitto avvenuto stanotte è un fatto che lascia sgomenta la nostra comunità e impone delle riflessioni, perché non si può morire in un modo così violento e tragico a 14 anni”. È il commento di Francesco Ferri, sindaco di Monte Compatri, territorio su cui insiste il capolinea della Metro C . “La struttura comunale si è messa immediatamente a disposizione degli inquirenti per dare pieno supporto alle indagini in corso, fornendo anche le riprese effettuate dal circuito di videosorveglianza comunale – aggiunge il sindaco -. Auspichiamo che venga fatta piena luce su quanto accaduto. In queste ore sono a stretto contatto con il Prefetto a cui ho chiesto una riunione del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica. Tutte le istituzioni hanno il dovere di confrontarsi per far sì che quest’area diventi un importante snodo viario così come è stata concepita”
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