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Chiusa indagine Glicine, tra i 129 indagati anche politici

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Ultimo aggiornamento 16 Gennaio, 2024, 04:39:03 di Maurizio Barra

Ci sono ex presidenti ed ex
assessori regionali, sindaci, ex assessori comunali, dirigenti
della Regione Calabria e del Comune di Crotone ed anche
carabinieri tra le 129 persone alle quali la Dda di Catanzaro ha
notificato l’avviso conclusione indagini per l’operazione
“Glicine”, che ipotizza l’esistenza di “un gruppo stabile e
strutturato promosso, diretto e organizzato da soggetti
politici, amministratori pubblici, imprenditori ed intermediari
di imprese al fine di commettere una serie indeterminata e
continua di delitti contro la pubblica amministrazione,
nell’ambito regionale e crotonese in particolare”.

   
Gruppo del quale, per l’accusa, avrebbero fatto parte nomi
eccellenti della politica calabrese come Mario Oliverio,
presidente della Regione dal 2014 al 2020, eletto col Pd ma poi
allontanatosi dal partito, l’ex vice presidente della giunta
Nicola Adamo, l’ex consigliere regionale Seby Romeo, entrambi
del Pd, l’ex consigliere regionale Vincenzo Sculco (da giugno
scorso sottoposto ai domiciliari) e la figlia Flora, anche lei
ex consigliera regionale. Ci sono poi l’ex assessore comunale di
Crotone Giancarlo Devona; il sindaco di Rocca di Neto Alfonso
Dattolo, ex assessore regionale; gli imprenditori Giovanni
Mazzei, Raffaele Vrenna e il fratello Gianni, questi ultimi
rispettivamente ex e attuale presidente del Crotone calcio.

   
I Ros dei carabinieri arrestarono 41 persone (22 in carcere e
12 ai domiciliari) per associazione mafiosa e associazione per
delinquere finalizzata alla commissione di reati contro la Pa.

   
Gli indagati totali erano 123, ma nell’avviso sono saliti a 129.

   
Tra i nuovi iscritti l’imprenditrice Antonella Stasi (ex
presidente della Regione facente funzioni) e due carabinieri per
un accesso illegale alla banca dati.

   
Il gruppo di politici e imprenditori, per l’accusa, sarebbe
“riuscito a piegare ai propri interessi affaristici e politici,
l’azione della pubblica amministrazione, condizionando
pesantemente, e in molti casi illecitamente, le scelte relative
ad incarichi e finanziamenti”. L’accusa di associazione mafiosa
riguarda un solo episodio relativo all’aggiudicazione della
fiera mariana di Crotone e tra i politici coinvolge solo
Vincenzo Sculco.

   

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