Ultimo aggiornamento 16 Gennaio, 2024, 19:33:13 di Maurizio Barra
L’ispettorato generale del
ministero della Giustizia ha attivato il monitoraggio su 13
Procure della Repubblica per quanto riguarda le loro modalità di
comunicazione sui procedimenti penali in corso per “garantire la
presunzione d’innocenza, evitare la spettacolarizzazione
mediatica, che tanto male ha fatto alla stessa percezione che i
cittadini hanno della giustizia”. A renderlo noto, nell’Aula
della Camera, è il sottosegretario alla Giustizia, Andrea
Delmastro Delle Vedove, rispondendo ad un’interrogazione del
deputato di Azione Enrico Costa. Tra le 13 procure interessate
anche quelle di Cagliari e Tempio Pausania (le altre sono
Avellino, Brescia, Ferrara, Catanzaro, Frosinone, Livorno,
Rimini, Rovigo, Vercelli, Latina e Torino.
Delmastro ha parlato della “necessità di rivedere
completamente la disciplina degli atti istruttori con
particolare attenzione alle intercettazioni” ricordando le
“innovazioni normative” introdotte, “tese a rafforzare la
privacy del terzo estraneo”. Il termine “‘Banda Bassotti'”,
evocato anche dall’interrogante Enrico Costa come esempio di
denominazione di un procedimento che non tutela il principio
della presunzione d’innocenza dell’indagato, “non credo rientri
nel diritto di cronaca – ha notato Delmastro – ma scivoliamo
nella spettacolarizzazione”. Tra le altre misure prese dal
governo per evitare la divulgazione di notizie che “potrebbero
danneggiare” chi è coinvolto nelle indagini, ma non è ancora
condannato con sentenza definitiva, il sottosegretario ricorda
il decreto del 2021 ‘per il rafforzamento del diritto alla
difesa’ secondo il quale il Pm “mantiene personalmente o tramite
persona incaricata i rapporti con la stampa solo attraverso
comunicati o conferenze stampa”. E’ vietato poi ai magistrati,
ha affermato, “di dare informazioni al di fuori di questi mezzi
o dare denominazioni ai procedimenti lesive della presunzione
d’innocenza”.
L’intenzione del ministero è quella di estendere il
monitoraggio già in atto sulle conferenze stampa e i comunicati
da parte delle Procure, “anche alla denominazione dei
procedimenti”.
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