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Il caso Ferragni diventa un'opera dello street artist Villa

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Ultimo aggiornamento 16 Gennaio, 2024, 19:28:41 di Maurizio Barra

L’occhio, simbolo inconfondibile di
una delle influencer più note al mondo, oggi al centro di
inchieste, che osserva una Milano cinta da filo spinato con,
sotto, una grande scritta, ‘1984’. Con un richiamo orwelliano, è
dedicata a Chiara Ferragni e alla ‘prigionia’ social, l’ultima
opera dello street artist torinese Andrea Villa, affissa questa
notte in via Reggio e corso Regio Parco.

   
“Il libro di George Orwell – ricorda Villa – immaginava un
mondo dove gli schermi televisivi spiavano tramite telecamere le
vite e le azioni delle persone, per uniformarle al pensiero
unico del Grande Fratello, il dittatore supremo che controllava
tutto con i suoi occhi digitali. Il protagonista del libro era
prigioniero in casa, controllato a vista dalla telecamera del
suo televisore. Così come Chiara Ferragni – spiega – si ritrova
prigioniera del suo stesso social e della sua stessa immagine,
un occhio che l’ha sbugiardata e ora la imprigionato, vittima
del suo stesso mezzo comunicativo. Lo schermo dell’ipocrisia si
è incrinato – dice l’artista – , il re è nudo e si vedono gli
ingranaggi della dittatura dell’immagine, dove la ‘grande
macchina’ governa le scelte delle persone”. Per Villa “non
importa se sei povero o ricco come i Ferragnez: la macchina ti
schiaccerà comunque. Una dittatura distopica reale, perché vive
nella nostra vita e nei nostri schermi”.

   

Riproduzione riservata © Copyright ANSA

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