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Le tradizioni di Sant'Antonio al Museo delle Genti d'Abruzzo

Tempo di lettura: 2 minuti

Ultimo aggiornamento 17 Gennaio, 2024, 20:58:12 di Maurizio Barra

E’ una delle feste caratteristiche
dell’inverno, che segna l’ascesa al cielo del nuovo sole
rigeneratosi nella notte di Natale. E’ ricca di simboli la
tradizione legata alle celebrazioni per Sant’Antonio Abate,
ricorrenza odierna, protettore della casa, intesa come focolare
domestico, quindi dell’unione familiare e della prosperità, ma
anche del bestiame e degli altri animali domestici. La
Fondazione Genti d’Abruzzo, con l’Associazione Astra, dedica a
questo evento una giornata con uno spazio dedicato ai ragazzi,
per sottolineare il forte valore che lega la regione al santo
contadino per eccellenza, portatore di benedizioni, del fuoco
benefico e purificatore. L’aspetto rituale più emblematico, per
l’Abruzzo, è rappresentato dall’accensione di grandi falò, dai
canti di questua, ma soprattutto dalle sacre rappresentazioni in
musica che raccontano delle “Tentazioni di Sant’Antonio”.

   
Domenica prossima, 21 gennaio, nel Museo delle Genti
d’Abruzzo a Pescara, dalle 16,30 alle 18, attività dedicata ai
bambini “Fuochino, fuochetto, fuoco”, laboratorio alla scoperta
delle feste tradizionali legate al fuoco, prima fra tutte quella
di S.Antonio Abate. Dalle 18,30 sacra rappresentazione in musica
delle “Tentazioni di Sant’Antonio” messa in scena dal
Laboratorio Tradizioni d’Abruzzo “Lu Ramajiette”, che illustra
la lotta vittoriosa del santo, aiutato dagli angeli, contro il
perfido demonio, dispettoso tentatore. La rappresentazione sarà
introdotta dall’antropologa Adriana Gandolfi, presidente di
Astra, che racconterà i rituali legati alla tradizione di
S.Antonio, e da Franca Minnucci che parlerà dei dolci
devozionali della tradizione. La rappresentazione è a ingresso
gratuito.

   
“La tradizione di Sant’Antonio è sempre stata viva in Abruzzo
ed è ancora forte in molti piccoli centri e tra gli agricoltori
– sottolinea il presidente della Fondazione Emilio Della Cagna –
Per questo vogliamo rafforzare ulteriormente la conoscenza di un
sistema di usanze attraverso iniziative di studio e
divulgazione. Abbiamo sempre pensato che il ruolo di un museo
non è solo conservare, ma anche far conoscere, trasmettere
cultura: una responsabilità che abbiamo soprattutto verso i più
giovani”.

   

Riproduzione riservata © Copyright ANSA

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