Ultimo aggiornamento 17 Gennaio, 2024, 21:57:15 di Maurizio Barra
Sono già pronti a ribattere alla
linea difensiva che punterà sul vizio di mente, nel caso venisse
disposta una perizia psichiatrica, i legali dei familiari di
Giulia Tramontano, la 29enne incinta al settimo mese uccisa con
37 coltellate dal fidanzato Alessandro Impagnatiello il 27
maggio scorso a Senago, nel Milanese. Per l’imputato domani si
aprirà il processo in Corte d’Assise a Milano.
Da quanto si è saputo, infatti, l’avvocato Giovanni
Cacciapuoti, che rappresenta il padre Franco, la madre Loredana,
il fratello Mario e la sorella Chiara (saranno presenti in aula
domani), ha già nominato due psichiatri, Salvatore De Feo e
Diana Galletta, che potranno svolgere il loro lavoro di
consulenti nel caso in cui la Corte, su richiesta della difesa,
nel processo disponga una perizia psichiatrica per accertare un
eventuale vizio di mente.
Incapacità di intendere e di volere, totale o parziale, che,
qualora venisse riconosciuta, potrebbe evitare la pena
dell’ergastolo per il 30enne, ex barman di un hotel di lusso,
accusato di omicidio volontario aggravato da premeditazione
(avrebbe fatto anche ingerire alla fidanzata veleno per topi per
mesi), crudeltà, futili motivi e rapporto di convivenza. E’
anche imputato, a seguito dell’inchiesta dei carabinieri del
Nucleo investigativo, coordinata dall’aggiunto Letizia Mannella
e dal pm Alessia Menegazzo, per interruzione di gravidanza non
consensuale e per occultamento del cadavere.
I legali Giulia Geradini e Samanta Barbaglia, che assistono
Impagnatiello, hanno presentato una lista testimoni con due soli
nomi, quello dello psichiatra Raniero Rossetti – che tra le
altre cose si è occupato dal caso di Omar Confalonieri, l’ex
agente immobiliare condannato per aver drogato e violentato
alcune donne – e della psicologa Silvana Branciforti. Scelta,
quella difensiva, che prelude appunto ad una richiesta ai
giudici di accertamento psichiatrico.
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