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Puletti (Lega), ancora violenze nel carcere di Terni

Tempo di lettura: 2 minuti

Ultimo aggiornamento 17 Gennaio, 2024, 21:17:41 di Maurizio Barra

“Di nuovo atti di violenza
inaudita al carcere di Terni”: il consigliere della Lega Manuela
Puletti, capo del dipartimento sicurezza ed immigrazione del
partito, esprime “vicinanza e solidarietà nei confronti degli
agenti della polizia penitenziaria aggrediti da due detenuti
africani”.

   
“Quanto accaduto – afferma Puletti – è la sintesi di
un’emergenza ben più ampia che riguarda le carceri umbre, dove
ci sono problemi di sovraffollamento di detenuti, principalmente
stranieri, mancanza di organico e la necessità di una
strumentazione idonea a contrastare aggressioni così feroci. So
bene non essere consentito, ma l’auspicio è quello che si arrivi
a dotare del Taser anche gli agenti della polizia
penitenziaria”.

   
“Mi sento di condividere l’appello dei sindacati, come il
Sappe” aggiunge, osservando che “il sovraffollamento è una vera
e propria piaga, che necessita di un’attenzione approfondita da
parte dell’Amministrazione penitenziaria: la capienza
regolamentare delle carceri in Umbria è di circa 1340 detenuti,
ma al momento si sfiorano le 1500 unità. Da qui la necessità e
l’importanza di riportare la sede del Provveditorato in Umbria,
come nello schema di decreto del Presidente della Repubblica
recante modifiche al Regolamento di riorganizzazione del
Ministero della Giustizia, già siglato dal ministro Carlo Nordio
e come richiesto in più di un’occasione dalla Presidente Tesei e
dalla Lega attraverso una mia mozione condivisa da tutto il
centrodestra”.

   
“Ad oggi – osserva Puletti – i nostri agenti sono soggetti a
turni estenuanti e di difficile gestione e in più di
un’occasione tutti i sindacati hanno manifestato questa
necessità all’Amministrazione penitenziaria, che attualmente ha
sede in Toscana e alla quale mi appello affinché non solo
ascolti le istanze delle rappresentanze umbre, ma ne verifichi
l’autenticità. Nella vicenda di Terni – continua Puletti – non
può non essere affrontata anche la questione dei detenuti
stranieri, che oggi sono quasi il 40 per cento nelle nostre
carceri A mio giudizio sarebbe giusto rimpatriarli, affinché
possano scontare la pena nei loro Paesi di origine, a spese dei
loro concittadini”.

   

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