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Cgil contro piano scuola, 'è un taglio alla rete scolastica'

Tempo di lettura: 2 minuti

Ultimo aggiornamento 18 Gennaio, 2024, 23:37:51 di Maurizio Barra

“Oggi si è svolta in modalità mista
(in presenza e online) la riunione del Comitato Regionale
Istruzione e Formazione la cui modalità di conduzione da parte
della Regione Liguria ha sfiorato momenti di “teatrino
dell’assurdo”. Lo denuncia in una nota la Cgil. “La discussione
è stata condotta in modo surreale, con continue interruzioni da
parte dell’assessore e difficoltà ad esprimere la propria
posizione attraverso il voto” commenta la Cgil.

   
La riunione, alla quale ha partecipato la Cgil Liguria e la
Federazione Lavoratori conoscenza della Liguria e di Genova, ha
avuto per oggetto il Piano di dimensionamento della rete
scolastica e piano dell’offerta formativa 2024/2025 sul quale la
Cgil “ha più volte manifestato la propria contrarietà giudicando
l’operazione come un mero taglio alla rete scolastica”.

   
La riunione si è conclusa con 9 soggetti a favore e 5
contrari: “Gli astenuti non sono stati conteggiati – commentano
ancora dal sindacato – tra cui le province di Spezia e Imperia,
altri come il Comune e la Provincia di Genova non erano presenti
durante la votazione. Tra i contrari molti enti locali di varia
estrazione politica mentre tra i favorevoli enti come
Confartigianato, Confcommercio, Confagricoltura. Per la Cgil si
tratta di un taglio alla rete scolastica che non prende in
considerazione le esigenze reali e non supporta adeguatamente
l’offerta formativa”. “La riunione di oggi – commentano ancora
dal sindacato – è arrivata nel primo giorno utile per le
iscrizioni scolastiche, una beffa per genitori e ragazzi che
devono effettuare delle scelte sulla base di piani formativi che
senz’altro subiranno variazioni. Le ripercussioni
dell’operazione infatti graveranno sul personale amministrativo
tecnico e ausiliario, perché in virtù dell’accorpamento alle
scuole sarà assegnato meno personale anche docente, come nel
caso dell’insegnamento su materie comuni”. In conclusione per la
Cgil l’operazione della Regione è dettata “solo da elementi
ragionieristici, non certo tesi ad ottimizzare una
riorganizzazione reale delle istituzioni scolastiche”.

   

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