Ultimo aggiornamento 18 Gennaio, 2024, 23:14:25 di Maurizio Barra
“Acciaierie d’Italia il 15 gennaio, nonostante le trattative in corso, ha presentato istanza presso la Camera di commercio di Milano per la composizione negoziata” e “Invitalia ha inviato ieri una lettera ad Acciaierie d’Italia holding e Acciaierie d’Italia per chiedere la verifica dei presupposti per avviare le procedure per l’amministrazione straordinaria dell’ex Ilva” riferisce Palazzo Chigi, spiegando che “qualora sia avviata la procedura di amministrazione straordinaria, sarà garantita la liquidità corrente con un prestito ponte a condizioni di mercato per 320 milioni di euro“.
La fase di amministrazione straordinaria sarà temporanea e il governo, precisa ancora Palazzo Chigi, è alla ricerca dei migliori partner privati con l’obiettivo di salvaguardare la continuità produttiva, tutelare l’occupazione e garantire la sicurezza dei lavoratori.
Nei prossimi giorni sarà aperto al Mimit e al Ministero del Lavoro un tavolo che riunirà tutti i soggetti interessati: istituzioni locali, sindacati, associazioni datoriali. I ministri delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, e del Lavoro e delle Politiche sociali, Marina Calderone- continua la nota di Chigi- incontreranno nelle prossime ore i rappresentanti delle imprese fornitrici e dell’indotto, così come da loro richiesto, manifestando la disponibilità ad analoghi incontri con i rappresentanti dei lavoratori. Il momento che sta vivendo l’ex Ilva è “estremamente difficile” ed è necessario “proseguire il confronto impegnandosi a fare ciascuno la propria parte per la tutela della produzione e dell’occupazione e la salvaguardia dell’ambiente e della sicurezza dei luoghi di lavoro”.
Per dare operatività al dl approvato dal consiglio dei Ministri martedì scorso, e ritoccato in questi giorni dal governo, ci vorranno 14 giorni. Questo per capire di più sull’istanza di composizione negoziata presentata a Milano sia per capire come superarla con l’attivazione dell’amministrazione straordinaria. E’ questa la spiegazione del governo ai sindacati, a quanto si apprende, nel corso dell’incontro a palazzo Chigi.
E per quel termine, 14 giorni, i sindacati metalmeccanici saranno riconvocati al tavolo di Palazzo Chigi sul dossier Ilva, prima dunque che scatti la procedura di amministrazione straordinaria.
Fiom: “La via maestra continua a essere la gestione pubblica”
“La via maestra continua a essere la gestione pubblica. Il Governo sta procedendo sulla strada del decreto di amministrazione straordinaria. Ci sono ancora 14 giorni, ma è chiaro che il divorzio per via legale o contrattuale ormai è chiaro”. Così il leader della Fiom, Michele De Palma, al termine dell’incontro con il Governo sull’ex Ilva. “Abbiamo fatto presente che la situazione è complessa e che la prima questione è garantire risorse per i lavoratori e la tenuta in sicurezza e la manutenzione degli impianti. Il Governo ha risposto che ci sono già nelle disponibilità del decreto 320 milioni, che però non bastano per rilanciare la produzione. Il Governo ha risposto che ci sono le condizioni per intervenire con ulteriori risorse. La garanzia occupazionale vale per tutti, anche per l’indotto. Abbiano chiesto su questo un tavolo specifico”.
Uilm: “Per noi l’amministrazione controllata è strumento che crea problemi”
“Dopo questo incontro riteniamo di avere la compiutezza che la strategia di Mittal ormai è finita. Loro hanno tentato di usare uno strumento per ricomporre la lite, per perdere tempo, il governo ha risposto con un decreto legge, domani verrà bollinato e ci sarà la firma del presidente della Repubblica e il decreto è legge”. Così Rocco Palombella, segretario generale della Uilm. “Abbiamo continuato a sostenere che per noi l’amministrazione straordinaria è uno strumento invasivo che creerà problemi‘. In questo quadro, ”abbiamo avuto delle rassicurazioni dal governo, cioè che sono disponibili a verificare quali possono essere le conseguenze per le aziende, per i lavoratori del sistema degli appalti per evitare che uno strumento del genere possa essere negativo”, ha proseguito Palombella. “Noi oggi abbiamo definitivamente ascoltato che non esiste più un socio privato in grado di determinare negatività sul territorio ma esiste un socio privato che continua a sfruttare questi momenti per prepararsi, probabilmente, a un contenzioso legale”, ha concluso il sindacalista.
Attività sospese a oltranza
Le associazioni Aigi (a cui aderisce l’80 per cento delle imprese dell’indotto ex Ilva), Casartigiani e Confapi Industria hanno annunciato intanto “la sospensione ad oltranza di tutte le attività lavorative svolte dalle proprie associate all’interno dello stabilimento siderurgico di Taranto” a partire dalle ore 6 di oggi non avendo avuto rassicurazioni sulla tutela dei crediti vantati nei confronti di Acciaierie d’Italia. Precisano che “per senso di responsabilità verso i lavoratori, la cittadinanza ed il territorio”, saranno garantite “esclusivamente le prestazioni attinenti la sicurezza degli impianti”.
La ripresa “delle prestazioni – spiegano inoltre Aigi, Casartigiani e Confapi Industria – potrà essere presa in considerazione esclusivamente a fronte della messa in sicurezza di tutti i crediti maturati al 31 dicembre 2023 e dell’istituzione di un tavolo permanente sul futuro dello stabilimento e sulle sorti dell’economia dell’intera città”.
Le tre associazioni rilevano che “la trattativa socio pubblico-socio privato si è avviata verso un nulla di fatto” ed “è quasi certo il ricorso all’ amministrazione straordinaria come strumento alternativo al mancato accordo tra i soci”. Allo stato attuale, riferiscono, “ammontano a 120 milioni i crediti che le imprese vantano nei confronti di AdI per fatture emesse e non incassate al 31 dicembre scorso, crediti che sarebbero resi carta straccia dalla procedura di amministrazione straordinaria come avvenne nel 2015 quando l’indotto perse 150 milioni a fronte del medesimo provvedimento”. L’ulteriore mobilitazione, concludono si rende necessaria, in quanto “sono risultati vani i tentativi di interlocuzione con il Governo e le reiterate richieste di istituire un tavolo permanente su ex Ilva che potesse mettere in sicurezza il credito e la stessa sopravvivenza delle imprese dell’indotto oltre il futuro in chiave green dello stabilimento e l’economia della intera provincia di Taranto”.
Dell’ex Ilva ha parlato al Forum di Davos il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti: “Sull’ex Ilva noi ci stiamo impegnando al massimo per fare chiarezza perché per fare l’acciaio green servono tanti investimenti e quindi abbiamo bisogno di partner che li facciano insieme a noi questo è il momento della chiarezza” ha detto Giorgetti, spiegando che “in questo momento c’è un partner che ancora non ha chiarito la sua posizione”, ma “ci sono molti interessati a produrre a Taranto, il più grande insediamento produttivo di acciaio europeo”. “Noi vogliamo partner che condividano questa grande ambizione di produrre acciaio in Italia però in modo ambientalmente compatibile”.
