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Opposizioni contro piano scuola, 'è un disastro annunciato'

Tempo di lettura: 2 minuti

Ultimo aggiornamento 18 Gennaio, 2024, 23:50:05 di Maurizio Barra

“Il piano di dimensionamento
scolastico della Regione Liguria è la cronaca di un disastro
annunciato, il piano previsto dall’assessore alla Scuola Simona
Ferro ha enormi ed evidenti lacune”. Lo denunciano i consiglieri
regionali Gianni Pastorino (Linea Condivisa), Roberto Arboscello
(Pd), Pippo Rossetti (Azione) e Fabio Tosi (M5) in una nota
congiunta.

   
“La Giunta Toti vuole ridurre a 12 le autonomie scolastiche
in Liguria a fronte delle 16 previste dal Ministero
dell’Istruzione. – rimarcano i consiglieri d’opposizione – Una
decisione che arriva dopo un iter travagliato composto da una
bocciatura del Ministero e la completa assenza di un dialogo con
i territori coinvolti”.

   
“Nessuno ci ha ascoltato e la Giunta Toti è voluta andare
avanti andandosi a schiantare contro un muro dopo il parere
contrario da parte dal Governo che, nonostante sia guidato dalla
stessa parte politica che governa la Regione, ha sollevato
l’inadeguatezza del piano. – segnalano – Durante la discussione
del piano come consiglieri d’opposizione avevamo più volte
richiesto che la circolare nazionale non fosse ottemperata da
Regione Liguria in quanto i ridimensionamenti scolastici
richiesti risultavano onerosi per famiglie, studenti, operatori
scolastici e istituzioni locali e scolastiche. Ci siamo sentiti
dire che non era possibile e che la Giunta aderiva a quanto
richiesto dalla circolare ministeriale”.

   
“L’assessore Ferro non ha preso in considerazioni le
contraddizioni che si sono create nei diversi territori: –
aggiungono – a Spezia è stato imposto il numero di
dimensionamento scolastico, la Città metropolitana di Genova si
è completamente disinteressata della questione, problemi di
metodo e tempistiche si sono registrati sia a Savona che a
Imperia. Insomma una figura imbarazzante nello spezzino che
risulta il territorio più penalizzato e l’incapacità manifesta
dell’assessore a dialogare con la Città metropolitana, forse per
timore nei confronti del sindaco metropolitano”.

   

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