Aggiornamenti, Cronaca, ECONOMIA, Notizie, Politica, tutte le regioni italiane: ultimissime notizie in tempo reale sempre aggiornate, Ultim'ora, VIDEO NOTIZIE

Condannati 3 attivisti di Ultima Generazione, 'blitz per motivi morali'

Tempo di lettura: 2 minuti

Ultimo aggiornamento 19 Gennaio, 2024, 00:07:01 di Maurizio Barra

Una condanna a sei mesi “che sa di vittoria – almeno a sentire gli attivisti di Ultima Generazione – perché la giudice ha riconosciuto il valore sociale e morale della nostra azione”. Al Tribunale di Bologna è andata in scena l’ultima udienza del processo che vedeva imputati tre ambientalisti per aver bloccato per circa un’ora, il 2 novembre, la tangenziale cittadina.

Due di loro si erano cosparsi le mani con del cemento a presa rapida in modo da rimanere bloccati sull’asfalto e si era reso necessario l’intervento dei vigili del fuoco e del 118 per liberarli. L’azione, per chiedere al Governo di stanziare un Fondo di Riparazione permanente per gli eventi estremi, aveva portato all’arresto dei tre attivisti (e a una serie di denunce per altri nove), che poi erano stati rilasciati al termine di una notte passata in Questura con due divieti di dimora e un obbligo di firma (misure poi revocate).

Fuori dal Tribunale, come era successo già per le altre udienze, una quarantina di ambientalisti solidali con i loro ‘colleghi’ sotto processo – Ettore, Mida e Silvia, due capi scout e una ricercatrice – hanno inscenato un presidio in attesa della sentenza. Finita l’udienza hanno accolto con un applauso i tre, condannati a sei mesi (con pena sospesa e non menzione) per violenza privata e interruzione di pubblico servizio: per quanto riguarda quest’ultimo reato, Ultima Generazione ha sottolineato che è la prima volta che dei loro attivisti vengono condannati per una accusa del genere. La giudice Simona Siena, ha poi assolto gli ambientalisti dalle accuse di danneggiamento, manifestazione non autorizzata e inottemperanza al foglio di via.

Ai tre attivisti sono state concesse sia le attenuanti generiche che le attenuanti per aver agito per particolari motivi di ordine morale e sociale. La Procura aveva chiesto un anno ciascuno, e nel chiedere “le attenuanti generiche ha sottolineato – ha spiegato uno dei due legali degli attivisti, Elia De Caro – che l’azione è stata posta per un motivo nobile”.

“Aspetteremo i 90 giorni delle motivazioni – ha aggiunto il legale dopo la sentenza – ma tendenzialmente faremo appello per i due reati per i quali sono stati condannati. Diciamo che da un certo punto di vista siamo già soddisfatti, perché rispetto all’inizio la situazione è sicuramente cambiata, c’è già stato un parziale riconoscimento delle ragioni degli imputati, non ultima la concessione dell’attenuante di aver agito per particolari motivi di ordine morale e sociale”.

Ultima Generazione, infatti, canta vittoria. “Oggi hanno condannato noi tre – ha detto Silvia – ma domani saremo in 100 o in mille a rifare la stessa azione”. “Noi lo abbiamo fatto per delle motivazioni profonde – sottolinea anche Mida – che la stessa giudice ha riconosciuto come atto di alto valore morale, e quindi è una vittoria questa, al di là della condanna, perché un’istituzione ha riconosciuto il motivo per cui agiamo così”.

Riproduzione riservata © Copyright ANSA

source

La Tua opinione è importante! Vota questo articolo, grazie!
No votes yet.
Please wait...

Vuoi scrivere, commentare ed interagire? Sei nel posto giusto!

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.