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Fonici e trascrittori forensi da Abruzzo in sciopero a Roma

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Ultimo aggiornamento 19 Gennaio, 2024, 03:54:48 di Maurizio Barra

“I fantasmi si sono materializzati.

   
Basta giocare, lasciateci lavorare”, “Ora basta, è ora di
mettere fine alla precarietà. Che il Ministero riconosca
l’importanza e la delicatezza del nostro lavoro che svolgiamo
con competenza e professionalità per il bene della
collettività”, “Scioperiamo oggi perché volgiamo continuare a
lavorare domani”, “Siamo la voce della giustizia, il suono della
verità”, “Non volgiamo ridurci così… Ad aspettare che il
Ministero ci risponda. Internalizzazione subito!”.

   
Sono questi gli slogan che si leggono sui cartelli e che si
ascoltano dai megafoni di fonici, trascrittori, stenotipisti e
data-entry forensi, circa 1500 in Italia e 200 in Abruzzo, noti
a molti come “i fantasmi dei tribunali” che stamattina hanno
scioperato sotto le sigle sindacali di Filcams Cgil, Fisascat
Cisl e Uiltrasporti, ritrovandosi da diverse regioni in un
presidio a Roma, in piazza Cavour, ai piedi della Corte di
Cassazione, dalle 10 fino a tarda mattinata.

   
“Eravamo circa 300 da tutt’Italia, circa 25 dall’Abruzzo”, è il
resoconto che fa all’Ansa Deborah Di Lauro, stenotipista di
Teramo della Filcams, che oggi è scesa in piazza nella capitale
“dopo mesi di tentativi di avere risposte dal Ministero della
Giustizia sull’internalizzazione di tutti noi e sulla
possibilità perlomeno di affiancare il software che
automatizzerebbe il nostro lavoro a spese dell’accuratezza,
della fedeltà e della tempestività: possiamo aiutare il software
a funzionare, perché la macchina non potrebbe sostituirci
efficacemente, dovrebbe esserci qualcuno dietro il monitor che
non può essere un semplice correttore di bozze. Quindi siamo
pronti ad applicare la Riforma Cartabia ma con questi
accorgimenti e certezze”, conclude Di Lauro.

   

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