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Rigopiano: fratello vittima, siamo ancora più fiduciosi

Tempo di lettura: 2 minuti

Ultimo aggiornamento 19 Gennaio, 2024, 00:08:57 di Maurizio Barra

“Oggi per noi sono sette anni di
dolore, di lotta, soprattutto di speranza, quest’anno ancora di
più c’è la consapevolezza, la forza di sapere che è stato fatto
tutto quello che potevamo fare come familiari e come parte
civile, per rendere pace, perché deve esserci prima la pace poi
la giustizia. Solo in questo modo possiamo ottenerla noi e far
sì che i nostri cari possano finalmente riposare in pace”. Lo ha
detto Alessandro Di Michelangelo, poliziotto in servizio alla
Questura di Chieti, fratello di Dino, una dei 29 morti di
Rigopiano, alla cerimonia che ogni anno si svolge a Chieti
dinanzi al momento che ricorda le vittime.

   
“Noi abbiamo letto attentamente le carte dell’appello, della
Procura, e non smetteremo mai di ringraziarli perché sono sette
anni che la Procura ha preso in carico il nostro dolore per
farci sentire meno soli, i magistrati in primis ma soprattutto i
nostri legali che non ci hanno mai abbandonato – ha detto ancora
Di Michelangelo. Quest’anno, come un minuto prima della lettura
della sentenza del febbraio dello scorso anno, eravamo fiduciosi
e lo siamo ancora di più perché abbiamo capito leggendo quelle
carte della Procura che la giustizia è fatta ancor prima di
uomini, di donne e soprattutto di coscienze che poi di codici e
di leggi. Quindi siamo ancora fiduciosi e crediamo fortemente
perché già una prima verità giudiziaria c’è stata, adesso
dobbiamo solo chiudere il cerchio, siamo qui in appello con la
consapevolezza che ci sarà ancora un altro grado di giudizio a
cui faremo ricorso sicuramente se non dovessimo trovare le
risposte che cerchiamo. Le risposte a quelle domande ovvero
quelle macchine incanalate pronte per scappare, con i
tergicristalli alzati, le borse caricate per andar via da una
percezione di pericolo che era ormai presente in tutti e questo
invece questa possibilità è stata negata a 29 persone e oggi
siamo qui. Noi – ha concluso Di Michelangelo- continueremo con
la nostra battaglia sapendo che non siamo soli, che ci sono due
magistrati valorosi e i nostri legali che non ci hanno mai
abbandonato”.

   

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