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Confindustria: 'Rischio Suez' sull'export italiano del 2024

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Ultimo aggiornamento 20 Gennaio, 2024, 15:24:03 di Maurizio Barra

Le difficoltà di transito nel canale
di Suez rendono “incerte” per prospettive per l’export italiano
del 2024. “L’impatto economico del crollo del trasporto
marittimo attraverso il Canale di Suez è fortemente condizionato
alla sua persistenza: più è prolungato, maggiori saranno gli
effetti negativi sul commercio estero italiano e globale”,
evidenzia ilc entro studi di Confindustria con un
approfondimento sullo scenario per le esportazioni.

   
“A metà gennaio, il traffico di navi nel mar Rosso si è più
che dimezzato e il costo di trasporto dei container dall’Asia
all’Europa è aumentato del 92%”. Le rotte marine sono
“cruciali”, avvertono gli economisti di via dell’Astronomia: “Il
90% del volume degli scambi globali avviene via mare” e prima
della crisi “il 12% transitava per il Canale di Suez”. Per
l’Italia “il 54% degli scambi è via nave, di cui il 40% tramite
Suez; soprattutto, via mare transita più del 90% dei flussi
italiani con i principali paesi a est del Mar Rosso (in Asia e
parte del Medio Oriente). Potenzialmente esposti sono: gli
scambi di petrolio e gas (da Kuwait, Qatar, EAU, Iraq; parte del
petrolio dell’Arabia Saudita è invece imbarcato a nord dello
Yemen), quelli di beni elettronici e apparecchi elettrici (oltre
la metà dell’import extra-UE viene dalla Cina), quelli di
prodotti in pelle (quasi un terzo viene dalla Cina), quelli di
macchinari (soprattutto in uscita verso i principali paesi
asiatici)”.

   

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