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Dall'Austria alla Francia, l'Europa va a 30 all'ora

Tempo di lettura: 2 minuti

Ultimo aggiornamento 20 Gennaio, 2024, 11:08:57 di Maurizio Barra



La città pioniera del limite dei
30 all’ora è stata Graz in Austria, ma negli ultimi anni anni la
prescrizione di rallentare nei centri abitati è diventata
pressoché la prassi in moltissime città europee: città 30 sono
ormai Londra, Bruxelles e Parigi. In Spagna, dal maggio 21,
tutte le strade con una sola corsia per senso di marcia hanno il
limite di 30: circa il 70% di tutte le strade del paese.


   
Anche numerose organizzazioni internazionali, come
l’Organizzazione mondiale della sanità che stima di salvare
25mila vite umane da qui al 2035 e le Nazioni Unite hanno
chiesto ai Comuni di prendere in esame questo provvedimento. In
Italia la primogenitura del limite di 30 km/h spetta ad Olbia,
che lo ha introdotto ormai da tempo, ma Bologna è il primo
capoluogo di Regione che lo applica.


   
I numeri più approfonditi sugli effetti della Città 30
arrivano da Bruxelles, che ha introdotto la velocità ridotta nel
2021, dove, a sei mesi dall’introduzione i dati
sull’incidentalità sono diminuiti del 20% e i feriti gravi e i
morti del 25%. C’è stato un calo dell’inquinamento acustico di
alcuni decibel, pari al rumore percepito stimabile fino al 50%.


   
Nonostante una decisa diminuzione delle velocità massime, i
tempi di percorrenza sono rimasti pressoché invariati, anzi in
alcuni casi sono addirittura diminuiti, perché il provvedimento
ha indotto molte persone a scegliere mezzi alternativi,
fluidificando il traffico.


   
In Francia (oltre a Parigi sono città 30 Grenoble, Lille,
Nantes, Nizza, Montpellier e altre 200 città medie e piccole) la
riduzione della mortalità stradale è stata circa del 70% e un
cospicuo aumento di persone che scelgono la bicicletta o i mezzi
pubblici per gli spostamenti quotidiani.


   
A Edimburgo il limite è leggermente più alto solo per una
questione di differente sistema metrico: qui il limite è di 20
miglia orarie, corrispondente a 32 km/h.


   
Tornando al caso di Graz (città che anche come dimensioni è
abbastanza simile a Bologna) dove i primi esperimenti risalgono
addirittura al 1986, i risultati hanno portato a un -50% della
mortalità stradale e un numero sensibilmente minore di incidenti
stradali. L’introduzione della zona 30 è stata osteggiata dai
cittadini che quando è stata istituita la approvavano per il 44%
(29% tra gli automobilisti). Dopo due anni di sperimentazione il
tasso era salito al 77% e oggi è stabilmente sopra l’80%.


   



   

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