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Il Pozzo e il Pendolo Teatro, 'L'amico ritrovato' di Fred Uhlman

Tempo di lettura: 2 minuti

Ultimo aggiornamento 20 Gennaio, 2024, 02:12:42 di Maurizio Barra

Sarà in scena domenica prossima, 21
gennaio (ore 18), negli spazi de Il Pozzo e il Pendolo Teatro di
Napoli, ‘L’amico ritrovato’ di Fred Uhlman, con Paolo Cresta e
Giacinto Piracci alla chitarra, nell’ adattamento di Annamaria
Russo. Presentato dallo stesso palcoscenico partenopeo, L’amico
ritrovato è la storia di una grande amicizia: “Assoluta,
esclusiva, devastante, più violenta e coinvolgente dell’amore,
tanto più capace di spezzare il cuore” come si afferma in una
nota. Il testo affronta un tema molto complesso e delicato come
la convivenza tra due etnie diverse, e l’amicizia tra un
tedesco, Konradin, e un ebreo, Hans, pochi anni prima dello
scoppio della seconda guerra mondiale.

   
Tra loro nasce un’amicizia del cuore, un’intesa perfetta e
magica. I due ragazzi, poco più che adolescenti, frequentano la
stessa scuola esclusiva, ma dovranno porre fine alla loro
amicizia a causa dell’inesistente ‘diversità’, proclamata in
Germania durante quegli anni. Questo accade in Germania, nel
1933. “L’amico ritrovato è uno di quei libri che, all’ultima
pagina, lasciano una voragine dentro, e, in fondo, nasconde i
rimpianti, le ferite ed i sorrisi di un’età custodita,
gelosamente, tra le pieghe della vita” si evidenzia ancora. È un
inno all’amicizia e al coraggio di vivere, malgrado tutto.

   
“L’amicizia tra i due adolescenti protagonisti del romanzo –
spiega Annamaria Russo – e gli eventi tragici della Germania
nazista sono il punto di partenza dal quale prende le mosse
questo adattamento. È interamente teso a metabolizzare il
vissuto e la storia, a tradurre in pratiche inventive
l’imprinting narrativo dell’infanzia dei due protagonisti,
coniugando l’identità personale di chi ha letto e ha amato
questo libro, con le esperienze preesistenti di chi lo
ripropone”.

   
La voglia, l’esigenza di “raccontare” reagisce alle
sollecitazioni di un teatro che non presenta, né mira a definire
modelli unitari di attore, spettacolo, dramma, e si rinnova,
piuttosto, nel rendere scenici elementi di realtà che, in
origine, non lo sono affatto.

   

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