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Le piante usate dall'uomo sono soprattutto in aree non protette

Tempo di lettura: < 1 minuto

Ultimo aggiornamento 20 Gennaio, 2024, 01:06:07 di Maurizio Barra

La concentrazione maggiore di
piante utilizzate dall’uomo si trova ai tropici, “hotspot
bioculturali” che dovrebbero essere aree prioritarie per la
conservazione ma, ad oggi, sono in gran parte non protette.

   
Emerge da una ricerca pubblicata oggi sulla rivista Science dal
World Conservation Monitoring Centre del programma delle Nazioni
unite per l’Ambiente e dei Royal Botanic Gardens di Kew, in Gran
Bretagna, in collaborazione con l’Università di Torino e altri
partner accademici.

   
Il team ha analizzato la distribuzione di 35.687 specie di
piante con usi documentati da parte dell’uomo, che coprono dieci
categorie, tra cui cibo umano e foraggio per animali, materiali,
combustibili e medicinali. L’analisi ha utilizzato oltre 11
milioni di osservazioni di specie vegetali registrate da
botanici di tutto il mondo e algoritmi di apprendimento
automatico all’avanguardia per prevedere la distribuzione
geografica delle specie vegetali utilizzate e la loro
rarità.

La ricerca ha identificato l’America centrale, le Ande
tropicali, il Golfo di Guinea, l’Africa meridionale, l’Himalaya,
il Sud-Est asiatico e la Nuova Guinea come centri eccezionali di
specie vegetali rare e con alta diversità di piante utilizzate
dall’uomo.

   
Nonostante la rete globale di aree protette copra il 16%
delle terre emerse e delle acque interne della Terra, i modelli
mostrano che c’è una maggiore probabilità che le piante
utilizzate dall’uomo – in particolare le specie rare – si
trovino al di fuori delle aree protette. Sebbene i governi di
tutto il mondo si siano impegnati a proteggere il 30% della
Terra entro il 2030, rimangono ancora degli interrogativi su
come le nuove aree protette possano garantire la conservazione a
lungo termine della diversità vegetale e dei suoi contributi
alle persone.

   

Riproduzione riservata © Copyright ANSA

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