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Picchiato e bruciato, il cognato 'Non sono stato io'

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Ultimo aggiornamento 20 Gennaio, 2024, 00:15:33 di Maurizio Barra

“Il movente è inverosimile” e “il
mio assistito ha respinto l’accusa di aver assassinato il
cognato” nell’interrogatorio successivo al provvedimento di
fermo. Lo riferisce l’avvocato Katia Dottore Giachino che
difende Daniele Maiorino, l’uomo fermato dalla procura di
Pistoia, per l’omicidio del cognato Alessio Cini, 57 anni,
davanti alla casa di Agliana. “Le telecamere riprendono Cini che
prende fuoco ma non si vede alcuna persona che si avvicina alla
vittima”, aggiunge. L’indagato ha negato il monologo captato
dalle ‘cimici’ in auto. “Non dice ‘L’ho ucciso’ – aggiunge – ma
l’esatto contrario ‘L’hanno ucciso'”. “Abbiamo sentito gli audio
forniti dalla procura e le parole, a causa dei rumori di fondo,
non sono chiare – spiega il difensore di Maiorino, avvocato
Katia Dottore Giachino – Il mio assistito non avrebbe detto
“L’ho ucciso”, come la procura gli contesta, ma l’esatto
contrario: “Lo hanno ucciso””. E il movente dell’omicidio, che
gli inquirenti nel fermo, attribuiscono al percepimento dei
vantaggi dell’eredità, per il difensore “è inverosimile”.

   

   

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