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Gran Sasso Zona speciale di conservazione. Soa 'vince la Natura'

Tempo di lettura: 2 minuti

Ultimo aggiornamento 21 Gennaio, 2024, 02:29:28 di Maurizio Barra

Il Sito di Interesse Comunitario
“Gran Sasso” diventa Zona Speciale di Conservazione secondo le
norme comunitarie, che prevedono anche una gestione attiva dei
siti a favore della biodiversità e delle comunità locali,
adottando strumenti di compensazione rispetto ai vincoli
previsti dalle norme stesse. “Vincono così le ragioni della
Natura – afferma in una nota la Stazione Ornitologica Abruzzese
(Soa) – sulla propaganda insensata messa in campo in questi anni
dalla Giunta Marsilio che ora è costretta a sventolare bandiera
bianca”. Secondo l’associazione si tratta di “un esito del tutto
scontato per chi avesse un minimo di conoscenza delle norme
varate nel lontano 1992 dall’Unione Europea con la Direttiva
Habitat e la successiva evoluzione della materia anche in
Abruzzo”.

   
La Giunta regionale guidata da Marsilio, ricorda la Soa
“appena insediata aveva invece messo in campo un’anacronistica,
sconclusionata e surreale azione per tagliare i confini dei siti
Natura2000, esponendo non solo la regione, ma addirittura
l’intero Paese agli esiti di una onerosa procedura di infrazione
comunitaria”.

   
“Un’iniziativa a tratti tragicomica, come avevamo
immediatamente stigmatizzato in una lettera inviata a Bruxelles,
al Ministero e alla stessa Regione in cui ripercorrevamo tutta
la vicenda a partire dalla definizione, avvenuta nel 1995, dei
perimetri dei Siti di Interesse Comunitario”. Nella lettera del
2020 “ricordavamo – prosegue la nota della Soa – lo scandalo dei
Piani di Gestione dei siti, la cui redazione è stata finanziata
nel 2013 dalla stessa Regione con 3,5 milioni di euro di fondi
europei. Documenti ricchi di informazioni e proposte operative
rimasti nei cassetti, mai approvati”.

   
“Ora non resta che redimersi e recuperare il tempo perduto
per far fronte alla continua erosione di biodiversità che
purtroppo caratterizza alcuni siti così importanti a scala
europea, abbandonando velleità ‘sviluppiste’ i cui limiti –
conclude la Soa – vediamo ogni giorno sulle montagne della
regione colpite dagli effetti del riscaldamento globale”.

   

   

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