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Mattarella a Pesaro: "La cultura contro il monopolio del pensiero unico"

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Ultimo aggiornamento 21 Gennaio, 2024, 08:58:44 di Maurizio Barra

La cultura contro il pensiero unico. Le parole del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, accolto come una rockstar da 8mila persone alla Vitrifrigo Arena con una standing ovation, sono il miglior auspicio per Pesaro – terra di Gioachino Rossini, Raffaello Sanzio, Donato Bramante, Federico da Montefeltro – che per il 2024 ha preso il testimone da Brescia e Bergamo come Capitale italiana della Cultura. “Tanti verranno a Pesaro per incontrarvi, per conoscere il vostro patrimonio storico-artistico”, ha detto Mattarella, proprio per la “circolarità della cultura che non sopporta restrizioni o confini, che pretende il rispetto delle opzioni di ogni cittadino, respinge la pretesa di pubblici poteri o grandi corporazioni, di indirizzare le sensibilità verso il monopolio di un pensiero unico”. “Se la cultura è sapere, creatività, emozione, passione, sentimento, ebbene, è il presupposto delle nostre libertà, inclusa quella di stare insieme”, ha rimarcato Mattarella. “Presidente, che ovazione! Come se fosse Bruce Springsteen”, ha chiosato Paolo Bonolis che ha presentato la cerimonia con la consueta ironia, sfoggiando anche una carrellata di incipit di poesie a memoria a cui ha aggiunto una strofa della Canzone del Sole di Mogol-Battisti: “parliamo di poesia”. All’apertura di Pesaro2024 anche il ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano. Grande entusiasmo tra il pubblico, chiamato a una coreografia con cartoncini bianchi, mega-schermo per proiezioni; in particolare circa 2mila studenti presenti, da 40 istituti scolastici, non hanno fatto mancare il loro calore al fianco degli oltre 100 volontari dello staff. “In questa fase complessa per il mondo e per il nostro Paese, – ha osservato il sindaco Matteo Ricci – lei presidente è un faro, un simbolo, orgoglio dell’unità nazionale”. A Pesaro è giunto il messaggio d’amore della senatrice a vita Lilliana Segre, il cui nonno era pesarese e che conobbe il marito nella città di cui è cittadina onoraria: “Il mio legame con Pesaro è indissolubile, a doppia elica”, ha scritto nel messaggio letto dall’attrice Lucia Ferrati, contenente anche “un saluto e un ringraziamento speciale al presidente Mattarella”. Dunque via a Pesaro 2024: mille eventi in 366 giorni – l’anno è bisestile – nei 50 Comuni della Provincia ognuno Capitale della Cultura per una settimana. Un evento nel segno della Pace: il simbolo di Pesaro2024 “La natura della cultura”, è una foglia di gingko biloba, pianta che sopravvisse all’atomica di Hiroshima: Pesaro dedicò l’assegnazione del titolo a Kharkiv, città della musica Unesco, martoriata dalla guerra in Ucraina. “Vogliamo – ha ribadito Ricci, con un pensiero anche a Gaza – rilanciare la sfida della sostenibilità e della cultura della pace”. Un destino forse segnato quello di Pesaro. Quattro anni fa, ha raccontato il ministro Sangiuliano, quando era impegnato da giornalista in città per un’intervista, il sindaco gli chiese un’opinione sull’ipotesi di candidatura: “una buona idea – rispose -, la città ha tutti i crismi”. Mai avrebbe poi immaginato di inaugurare da ministro l’avvio di Pesaro2024, ha ammesso Sangiuliano, festeggiando la città come “esempio brillante di Rinascimento italiano, ma anche di tradizione che ci proietta nel futuro, di convivenza tra culture e mondi produttivi, di pragmatismo che si lega al pensiero e all’arte”. Un’opportunità per per tutte le Marche, con il sostegno assicurato dal presidente Francesco Acquaroli: “ripartendo dal legame tra l’uomo e la natura, com’è avvenuto nel corso della storia, le Marche, con Pesaro capofila, riscoprono e rilanciano il proprio valore che deve rappresentare per i marchigiani una nuova leva e per i visitatori uno stimolo a conoscere e innamorarsi della nostra terra”.

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