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Roccella, portare stupri del 7 ottobre a Corti internazionali

Tempo di lettura: 2 minuti

Ultimo aggiornamento 21 Gennaio, 2024, 21:32:00 di Maurizio Barra

Sugli stupri di guerra “bisogna
prendere posizione al di là delle posizioni che si possono avere
sul conflitto perchè è qualcosa che esula dal conflitto e dalle
posizioni politiche che ognuno può avere. Gli stupri di guerra
sono la manifestazione più evidente, più incredibile della
violenza contro le donne. Se non mettiamo a fuoco quello che è
avvenuto il 7 ottobre e ne facciamo qualcosa di assolutamente
unico, non potremo più parlare di violenza contro le donne. Se
non parliamo seriamente di quello che è accaduto il 7 ottobre,
se non lo portiamo all’attenzione di tutti, se non riusciamo a
portarlo di fronte alle Corti internazionali sarà un grande
fallimento”. Lo ha detto la ministra alla Famiglia, alla
Natalità e alle Pari Opportunità Eugenia Roccella intervendo
stamani a Roma alla presentazione dell’Associazione
Setteottobre.

   
“Tra l’altro è un modo – ha sostenuto – per considerare le
donne con disprezzo, come semplicemente un oggetto a
disposizione, ma è anche cercare di annientare il nemico, il
maschio, cioè dire attraverso la donna: ‘voglio annientare la
tua discendenza, voglio colpire te’, ti considero una non
persona e voglio arrivare alla desertificazione del futuro”.

   
“Quello che abbiamo visto il 7 ottobre – ha proseguito – è
qualcosa che ha superato confini morali che non si possono
superare. Si dice spesso che per una vittima è equivalente
essere uccisa da una bomba o in altro modo. Io non credo che sia
così, non credo che sia equivalente essere stuprate, violentate
con la ferocia, con la cattiveria, con l’odio che si è
manifestato il 7 ottobre o morire sotto le bombe. Non è la
stessa cosa. E noi non possiamo davvero parlare di violenza
contro le donne, non possiamo discutere di patriarcato o non
patriarcato, non possiamo parlare come abbiamo fatto in questi
ultimi tempi, per fortuna, finalmente, con un dibattito che si
sta sempre più allargando, della sensibilizzazione della
violenza contro le donne”, se tutto ciò “non riusciamo a
portarlo di fronte alle Corti internazionali”.

   

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