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All'Aquila primi tre interventi chirurgia robotica tiroidea

Tempo di lettura: 2 minuti

Ultimo aggiornamento 22 Gennaio, 2024, 14:31:46 di Maurizio Barra

Rimossa la tiroide affetta da
patologia nodulare senza incisioni sul collo, ma passando
dall’ascella, evitando così pesanti impatti sull’estetica: è uno
dei vantaggi ottenuti con gli interventi – i primi in assoluto
in Abruzzo – effettuati con la chirurgia robotica all’ospedale
di L’Aquila. Le operazioni col robot hanno riguardato tre
giovani pazienti che sono state trattate con un solo giorno di
ricovero e poi dimesse. “L’esordio della chirurgia robotica
tiroidea in Abruzzo, che apre nuovi scenari e alza il livello di
qualità della branca, è stato possibile in virtù della strategia
gestionale introdotta negli anni scorsi dal manager della Asl 1
Abruzzo, Ferdinando Romano, mirata a mettere a frutto le grandi
potenzialità del braccio meccanico in chirurgia” si legge in una
nota della Asl provinciale dell’Aquila. Gli interventi sulle
pazienti con tiroidi colpite da noduli, effettuati nel reparto
di chirurgia epato-bilio-pancreatica e d’urgenza del San
Salvatore, sono stati eseguiti dal dott. Roberto Vicentini,
direttore dell’unità operativa, insieme al dottor Federico
Sista, supportati dagli anestesisti Paola Trecco, Daniela
Lorusso e Paolo Giglioli. L’organico medico del reparto di
chirurgia epato-bilio-pancreatica e d’urgenza comprende i
dirigenti medici: Massimo De Benedictis, Daniele Centi, Luigi
Bonanni, Pasqualino Favoriti e Ilaria Angelone.

   
L’innovativo interevento chirurgico è frutto di una
collaborazione con l’ospedale Baggiovara (Mo), dove esiste un
centro di chirurgia avanzata per patologie della tiroide,
diretto dalla dott.ssa Micaela Piccoli. In questa struttura i
medici aquilani hanno perfezionato le tecniche robotiche e le
competenze per le specifiche patologie. Grazie al robot usato
all’Aquila, il chirurgo accede alla tiroide non con un’incisione
del collo, metodo tradizionale, ma dalla parte sottostante
l’ascella. In questo modo non vi sono danni estetici e
conseguenti risvolti psicologici, aspetto importante visto che
sono donne la maggior parte dei pazienti. Oltre all’estetica,
l’impiego del robot presenta altri vantaggi: un solo giorno di
degenza (contro i tre del metodo tradizionale), minore
sofferenza e ridotta percezione del dolore.

   

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