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Cnn: i topi e i ratti sono il nemico comune dei russi e degli ucraini nelle trincee al fronte

Tempo di lettura: 3 minuti

Ultimo aggiornamento 22 Gennaio, 2024, 00:26:00 di Maurizio Barra

“Immagina di andare a letto e che la notte inizi con un topo che ti striscia nei pantaloni o nel maglione, o ti morde la punta delle dita, o ti morde la mano. Dormi due o tre ore, a seconda di quanto sei fortunato”, ha descritto così la situazione al fronte “Kira”, una militare ucraina, alla CNN. La donna ha stimato ci fossero circa 1.000 topi nella postazione che condivideva con altri tre soldati. “Non erano i topi che venivano a trovarci, eravamo loro ospiti”.  

“Kira”, è solo il suo nome di battaglia, ha ricordato all’emittente americana come il suo battaglione sia stato assediato dallo scorso autunno da una “epidemia di topi” mentre combatteva nella regione meridionale di Zaporizhzhia. Le conseguenze di quest’epidemia che affligge entrambi gli schieramenti, sulle diverse linee di un fronte lungo quasi 1.000 chilometri, sono malattie con sintomi simili alla tularemia, alla leptospirosi e all’hantavirus, che causano il vomito e il sanguinamento dei soldati dagli occhi, paralizzando la capacità di combattimento e ricreando condizioni raccapriccianti per le truppe impegnate nella guerra di trincea come ai tempi della prima guerra mondiale.

Le possibili spiegazioni

Le infestazioni sono facilmente spiegabili. Al di là della capacità riproduttiva dei topi, la loro nutrita presenza è una misura di quanto statica sia diventata ormai da mesi la situazione bellica. Il conflitto è ormai praticamente bloccato in un braccio di ferro che non prevede sostanziali variazioni della linea del fronte. E i soldati di Mosca e di Kiev occupano le stesse posizioni per settimane, se non mesi, con l’inevitabile conseguenza dei topi che riescono a insediarsi con facilità nei luoghi riscaldati e ben forniti di cibo dove russi e ucraini affrontano il rigido inverno.

Kira ha detto di aver provato di tutto per liberare le trincee dai topi: con il veleno, spruzzando ammoniaca, persino pregando. Poi hanno fatto scorte di prodotti anti-topo e hanno fatto una strage, ha detto. Ma dato che i topi continuavano ad arrivare, hanno provato altri metodi: “Avevamo una gatta di nome Busia, e all’inizio aiutava e mangiava anche i topi. Ma ce n’erano così tanti che anche lei si rifiutò. Un gatto può catturare uno o due topi, ma se ce ne sono 70, non è realistico”.

Trincea dei soldati ucraini gettyimages

Trincea dei soldati ucraini

La Cnn ha chiesto lumi a Ihor Zahorodniuk, ricercatore presso il museo di Storia nazionale di Kiev. “Le colture invernali seminate nell’autunno del 2021 non sono state raccolte in molti luoghi nel 2022, lasciando i raccolti incustoditi e a disposizione dei roditori, che hanno trovato cibo in abbondanza nell’inverno relativamente mite dello scorso anno”.

Le conseguenze dell’epidemia di topi

La questione è seria, secondo l’intelligence ucraina a dicembre molte unità russe nella regione di Kharkhiv – nella zona di Kupiansk – sono state colpite dalla “febbre del topo”, una malattia che si contrae ingerendo cibo contaminato, ad esempio, dalle feci dei roditori. I sintomi sono molto pesanti e prevedono febbre e irritazione cutanea per arrivare a cali della pressione, a episodi di emorragia dagli occhi fino ai danni ai reni, con dolori lancinanti e problemi all’apparato urinario. Dai report provenienti da Kiev non è chiaro quanto l’epidemia abbia colpito le truppe ucraine.

Poi nelle trincee i topi addentano e masticano di tutto: radio, ripetitori, antenne, conferma Kira. “Si creano problemi di comunicazione, che possono costare vite. Sono entrati nelle jeep e hanno morso l’impianto elettrico, la macchina è diventata inutilizzabile. Hanno rosicchiato serbatoi e ruote. Solo nel nostro rifugio, hanno provocato danni per 26mila dollari”. Zahorodniuk ha sottolineato che il danno può essere critico, “poiché la perdita di comunicazione può costare vite umane”.

Mentre l’Ucraina affronta un altro inverno, il problema potrebbe peggiorare. La situazione, secondo Zahorodniuk, potrebbe cambiare solo con l’arrivo della primavera. “Farà sempre più freddo e i topi si spingeranno sempre più all’interno delle trincee. Prima di migliorare, le cose peggioreranno”.

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