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Costa, seppi dell'esistenza del ponte Morandi dopo il crollo

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Ultimo aggiornamento 22 Gennaio, 2024, 13:01:42 di Maurizio Barra

“Ho scoperto l’esistenza del ponte
Morandi un quarto d’ora dopo il crollo. Ero a un funerale di un
amico a Venezia. Fu una sorpresa drammatica”. A dirlo è stato
l’ex ministro del Lavori pubblici del primo governo Prodi Paolo
Costa, sentito oggi al processo per la tragedia del 14 agosto
2018 (43 vittime). Costa è stato anche presidente di Spea, la
controllata che si occupava della sorveglianza. “Non avevo
alcuna conoscenza tecnica del ponte. Ho letto le carte dopo.

   
Quel giorno mi sono messo dalla parte di chi ha subito quella
tragedia. Bisogna piangere con loro. Sì è parlato del
retrofitting (il rinforzo delle pile 9 e 10, ndr). Se fosse
partito sei mesi prima staremmo a raccontare una storia
diversa”.

   
Costa, chiamato come testimone dalla difesa dell’ex ad
Giovanni Castellucci, ha ripercorso l’iter della privatizzazione
del mercato autostradale e del suo ingresso in Spea, avvenuto
nel 2011. Castellucci è tornato in aula dopo settimane. “Il mio
compito in Spea – ha detto Costa – era quello di accreditarla
all’estero. Tutto all’interno funzionava e andava bene. La
reputazione nazionale ci vedeva tra i primi e all’estero ci
accolsero bene”.

   

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