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La truffa delle targhe contraffatte, vittime in piazza a Napoli

Tempo di lettura: 2 minuti

Ultimo aggiornamento 22 Gennaio, 2024, 13:45:43 di Maurizio Barra

Si sono radunate nel piazzale
antistante gli uffici della Motorizzazione Civile di Napoli le
vittime della maxi-truffa delle targhe contraffatte che si sono
viste sequestrare le proprie vetture pur avendole acquistate e
pagate regolarmente. Alla manifestazione ha presenziato anche il
deputato di Alleanza Verdi Sinistra Francesco Emilio Borrelli,
che sul caso ha presentato un’interrogazione parlamentare.

   
Nel 2022 circa 1500 targhe sono state immatricolate, con
altrettante auto, dalla Motorizzazione Civile di Napoli ma dopo
un anno sono state fatte ritirare per l’irregolarità della
documentazione con cui sono state messe in circolazione. Le auto
(in particolare le targhe) sono state poste sotto questo perché
“veicoli fantasma” con targhe di fatto inesistenti. Per questo
motivo la Motorizzazione di Napoli li ha dichiarati “veicoli
truffa da fermare e sequestrare”.

   
Forti sospetti sono ricaduti su un’agenzia di pratiche
automobilistiche di Volla, che sulla carta risulta cessata da
tempo ma che di fatto avrebbe ritirato molte delle targhe ora
incriminate. Si tratta per lo più di vetture importate in Italia
da San Marino dove vien applicata l’Iva agevolata al 7% anziché
al 22%.

   
“Abbiamo queste auto pagate regolarmente ad un prezzo non
agevolato, quindi noi non siamo complici di questa truffa, senza
poterle utilizzare ferme in strade o nei garage. La cosa più
brutta è che non ci viene permesso di regolarizzare la nostra
posizione reimmatricolando le targhe e pagando la differenza
d’IVA. Anche il ricorso al Tar è stato respinto. Nessuno ci dà
una risposta”- ha spiegato uno dei manifestanti truffati.

   
“Chi è direttamente responsabile, cioè la Motorizzazione Civile,
resta muto e non ascolta i cittadini truffati. Anche in
Parlamento, dove ho portato la vicenda, la notizia non ha fatto
rumore e Il Ministero competente è rimasto silente. Noi però non
ci arrendiamo, torniamo alla carica. La magistratura –
l’auspicio di Borrelli – sbrogli questa matassa rapidamente”.

   

   

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