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Procura generale appella assoluzione per omicidio De Paoli

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Ultimo aggiornamento 22 Gennaio, 2024, 18:58:25 di Maurizio Barra

Il procuratore generale di Perugia
Sergio Sottani ha appellato l’assoluzione, perché il fatto non
costituisce reato, di Hudson Pinheiro Reis Duarte, accusata
dell’omicidio di Samuele De Paoli. A essere impugnata è stata in
particolare la sentenza emessa dal gup il 28 settembre scorso al
termine del processo con il rito abbreviato, la cui motivazione
è stata depositata il 18 dicembre.

   
Nelle oltre venti pagine dell’atto di impugnazione si
ripercorre la vicenda, si evidenziano quelle che la procura
generale considera le contraddizioni emerse durante
l’interrogatorio dell’imputata e si confutano le conclusioni
della perizia nonché le determinazioni del giudice di primo
grado in ordine alla dinamica della colluttazione tra la vittima
e Duarte.

   
Nell’appello, il procuratore generale – si legge in un suo
comunicato – “confuta innanzitutto le dichiarazioni
dell’imputata nella parte in cui afferma di avere soltanto
allontanato e non cercato di strozzare il suo aggressore”. Per
il magistrato in realtà dalle risultanze mediche viene
dimostrato che il decesso è avvenuto a seguito di un’azione di
strozzamento.

   
Il procuratore generale offre inoltre una diversa
ricostruzione del momento del decesso rispetto alla sentenza di
primo grado. Secondo quest’ultima, il rapporto sessuale, la
colluttazione e la morte del giovane sono avvenuti tutti
all’interno della vettura, nella posizione di guida. Il corpo
del giovane sarebbe stato trascinato dall’imputata
successivamente al decesso, fuori dall’auto e gettato nel fosso.

   
Diversamente, secondo la ricostruzione del procuratore generale,
la colluttazione, pur iniziata all’interno dell’abitacolo, è
proseguita all’esterno ed il giovane è morto nel fosso. Secondo
l’atto di impugnazione, la vittima voleva far scendere
l’imputata dall’auto e per questo l’ha aggredita. Il pg ritiene
che quest’ultima ha apposto resistenza e quando il giovane è
caduto nel fosso, l’imputata, “invece di scappare, come avrebbe
potuto, ha seguitato ad afferrare il collo del ragazzo e lo ha
strozzato cagionandogli la morte, pur non voluta”.

   

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