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Aigi, martedì prosegue sospensione beni e servizi per ex Ilva

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Ultimo aggiornamento 23 Gennaio, 2024, 01:21:45 di Maurizio Barra

L”associazione Aigi, a cui
aderisce l’80% delle imprese dell’indotto ex Ilva, “in attesa di
ricevere la convocazione ufficiale da parte del Ministero delle
Imprese al previsto incontro di mercoledì prossimo”, conferma
“anche per domani il presidio dinanzi alle portinerie e la
sospensione di beni e servizi già adottata sin da oggi fatta
eccezione della manutenzione delle batterie al fine di garantire
la pubblica incolumità”. Lo rende noto la stessa associazione,
spiegando che la decisione è “adottata stante la grave
situazione che sta investendo, nuovamente, a distanza di quasi 9
anni, lo stabilimento ex Ilva e che sta portando al tracollo
delle imprese già gravate dal primo bidone di 150 milioni di
euro consequenziale all’amministrazione straordinaria del 2015”.

   
Per mantenere “in equilibrio economico-finanziario lo
stabilimento – prosegue Aigi – serve produrre 6/8 tonnellate di
acciaio annue. Serve produrre acciaio ecosostenibile. Il
processo di decarbonizzazione è lungo e va programmato. Questo
chiede l’indotto di Taranto. Se davvero non dovessero arrivare i
120 milioni di euro di crediti che vantiamo da Acciaierie
d’Italia, sarà decretato il tracollo sociale di un territorio
che perderebbe imprese e imprenditori”. “Pretendiamo chiarezza –
conclude l’associazione – e risposte urgenti, non un’altra
amministrazione straordinaria che metterebbe in ginocchio un
asset fondamentale del territorio che è rappresentato
dall’indotto”.

   

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