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Fine d'inizio, un padre racconta il dramma della droga

Tempo di lettura: 2 minuti

Ultimo aggiornamento 23 Gennaio, 2024, 03:24:44 di Maurizio Barra



PAOLO SIGNORE, FINE D’INIZIO (ECHOS
EDIZIONI, PP. 167, EURO 15)
Un padre e un figlio. Il padre è Paolo, classe ’64, romano,
sociologo. Il figlio è Giacomo, nato nel 2002, un adolescente
brillante; fa sport, studia musica. A un certo punto arriva la
droga a rovinare tutto. Il ragazzo inizia con la marijuana, dopo
passa agli acidi, come l’Mdma, e infine la cocaina. Cosa lo
spinge a fare uso di sostanze stupefacenti? In un botta e
risposta con il babbo, il giovane afferma che si droga “per
stare con gli amici, perché fa fico”, ma anche “perché è l’unica
cosa che mi fa stare bene”. Il papà chiede spiegazioni e il
figlio ribatte:”Mi aiuta a combattere l’ansia; io sono sempre
travolto dall’ansia, anche quando non ci sono fondati motivi per
essere preoccupati”.


   
Fine d’inizio è un romanzo-memoir che racconta il dramma di un
genitore alle prese con la tossicodipendenza del figlio. Il
libro vuole trasmettere speranza a tutte le famiglie che si
trovano nella stessa situazione vissuta dall’autore: “Spero che
leggeranno questo racconto e ci si ritroveranno, anche solo per
sentire una vicinanza, un ritrovarsi insieme a qualcuno e non da
soli”.


   
Paolo Signore rimette in fila i pezzi, tenta di capire, di
andare alla radice di quanto è successo a Giacomo:”Sicuramente
sono stato troppo accondiscendente nei suoi confronti, invece di
assumere atteggiamenti educativi più decisi, di fronte alle
situazioni di difficoltà”, scrive. “Da piccolo e nella prima
fase della sua adolescenza, ho fatto di tutto per togliergli le
castagne dal fuoco, sottraendolo al problema di doversi
confrontare con un sistema di responsabilità”, continua.


   
“Ho sottovalutato alcune situazioni problematiche, come per
esempio il consumo di marijuana, considerandole endemiche e
transitorie. Mi sono fidato di lui, a volte acriticamente, lì
dove avrei dovuto invece mettere radicalmente in dubbio la sua
capacità di giudizio, oltre che il suo operato. Il tutto un po’
per ingenuità, per insipienza, per comodità, per ignoranza, per
affetto”, afferma ancora Signore nell’introduzione del volume.


   
Le pagine ripercorrono le tappe dell’incubo, il disorientamento
e la luce dopo il buio. Insieme, rimanendo uniti nell’amore, si
può superare ogni cosa e ricominciare, è il messaggio del memoir
che invita a non arrendersi mai “perché anche nei momenti
peggiori, c’è sempre tanta vita da scoprire”, conclude Signore.


   



   

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