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Reperti pompeiani nelle collezioni europee, un libro 'indaga'

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Ultimo aggiornamento 23 Gennaio, 2024, 12:15:59 di Maurizio Barra

I reperti pompeiani delle
collezioni europee pubbliche e private sono il focus del nuovo
libro di Silvio La Paglia, giovane archeologo napoletano di cui
è stato pubblicato “Memorabilia Pompeiana – Antichità da Pompei
nelle collezioni europee (1748 – 1830)” dalla casa editrice
L’Erma di Bretschneider, opera di indagine ma pure di
celebrazione dello straordinario patrimonio di uno dei siti
archeologici più importanti al mondo.

   
Tra il diciottesimo e diciannovesimo secolo Napoli e il suo
regno furono un centro nevralgico per l’ambiente antiquario
italiano e straniero ed i Borboni si sforzarono per tutelare le
ricchezze dei siti vesuviani, in cui erano da poco iniziati gli
scavi.

   
La scoperta di Pompei del 1748 ebbe un’immediata eco nel
contesto culturale del tempo attirando l’interesse di
collezionisti di ogni nazione che spesso tentarono di
accaparrarsi quei ritrovamenti.

   
Il libro di La Paglia indaga sulla sorte dei reperti finiti in
collezioni europee pubbliche e private, durante il periodo
1748-1830, cioè dall’esordio delle investigazioni borboniche
nell’antica città campana sino alla morte di re Francesco I,
coprendo in parallelo l’evoluzione del sistema legale che
tutelava il patrimonio storico-artistico del regno partenopeo.

   
Un altro importante obiettivo dell’opera è comprendere come i
collezionisti entravano in possesso di un tal genere di
antichità: per ogni manufatto pompeiano esaminato è stato
ricostruito l’intero itinerario collezionistico, una vera e
propria sfida investigativa condotta attraverso la meticolosa
ricerca archivistica, nell’Archivio di Stato di Napoli e
nell’Archivio Storico del Museo Archeologico Nazionale di
Napoli, essenziale per sviluppare l’intero studio.

   

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