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Perquisita agenzia di vigilanza, un arresto per arma illegale

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Ultimo aggiornamento 24 Gennaio, 2024, 15:14:27 di Maurizio Barra

Una pistola semiautomatica
Beretta detenuta illegalmente, nove grammi di cocaina, un
flacone di anabolizzanti, un bilancino di precisione e materiale
utilizzato per un’attività di vigilanza ritenuta abusiva. E’
quanto poliziotti della Questura di Ancona (Divisione polizia
amministrativa, Squadra Mobile e Commissariato di Fabriano)
hanno rinvenuto in una cassaforte, aperta con l’ausilio dei
vigili del fuoco, durante una perquisizione effettuata lo scorso
20 gennaio a carico di un 38enne cittadino bulgaro sospettato di
aver allestito nel Cesenate, un’attività di vigilanza/security
abusiva che non sarebbe dotata di licenza prefettizia.

   
Sono in corso altri approfondimenti della polizia finalizzati
ad una eventuale denuncia relativa alla presunta attività
abusiva di vigilanza. Intanto però il 38enne è stato arrestato
in flagranza di reato per detenzione illegale di arma da fuoco e
munizionamento, e denunciato a piede libero per detenzione
illecita di droga, per possesso di anabolizzanti e ricettazione
di quelle stesse sostanze.

   
Le indagini sono partite in quanto l’agenzia dell’arrestato,
metteva a disposizione di varie discoteche di Marche, Umbria ed
Emilia Romagna, decine di buttafuori con tesserini ritenuti
falsi, che dunque operavano, secondo gli investigatori, in
maniera abusiva e in spregio delle norme di settore. Tra il
materiale rinvenuto anche un machete, palette simili a quelle in
uso alle forze dell’ordine, manganelli, divise e indumenti con
logo dell’agenzia raffigurante un pitbull, placche con effigi di
investigatore privato. Le perquisizioni hanno riguardato il
38enne e i locali dell’agenzia in una frazione di Cesena.

   
Controlli eseguiti anche in una discoteca di Fabriano (Ancona)
dove l’agenzia operava con otto addetti al servizio di security
– tutti indossavano magliette e giubbotti con sopra il logo
dell’agenzia e i loro nomi e numero d’iscrizione – i cui
tesserini sono stati sequestrati insieme a ricetrasmittenti e
auricolari: le verifiche successive, fa sapere la Questura,
avrebbero evidenziato la falsità delle diciture sui tesserini
sequestrati agli addetti nessuno dei quali risultato iscritto
regolarmente agli elenchi prefettizi come da normativa vigente.

   

   

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