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A Milano posate 14 nuove Pietre di inciampo

Tempo di lettura: 2 minuti

Ultimo aggiornamento 25 Gennaio, 2024, 16:34:41 di Maurizio Barra



La città di Milano da oggi ha sulle
sue strade 14 nuove pietre di inciampo, posate in ricordo di
altrettanti uomini e donne vittime del nazifascismo. Le nuove
pietre, posate nell’ambito delle celebrazioni del Giorno della
Memoria che si terrà sabato, si aggiungono a quelle già
disseminate in città come a creare un mosaico della memoria
cittadina. In tutto sono 26 le pietre che verranno posate
quest’anno, 13 dedicate a deportati politici e 13 dedicate a
deportati razziali. Le pose proseguiranno il 7 marzo, nei giorni
in cui ricorre l’ottantesimo anniversario degli scioperi del
marzo 1944. Con quelle posate a marzo, saranno 197 le Pietre di
Milano.


   
“Posare una Pietra d’inciampo significa far tornare a casa una
persona deportata nei campi di sterminio dall’abominio
nazifascista – commenta la presidente del Consiglio comunale
Elena Buscemi presente alla posa delle pietre -. Per il Comune
di Milano è molto importante riportare all’attenzione della
città la memoria di queste persone e le loro storie familiari.


   
Queste Pietre sono un antidoto contro l’indifferenza”.


   
Tra i nomi ricordati quest’anno sulle Pietre ci sono quelli,
ad esempio, di Mario de Benedetti e Theresia Herz, marito e
moglie, a ricordare un nucleo familiare distrutto. Pneumologo
allontanato da tutti i suoi incarichi, Mario de Benedetti decise
di tentare nel novembre del 1943 la fuga in Svizzera con sua
madre, sua sorella, sua moglie e il figlio di 8 anni. Fermati al
confine i coniugi vengono arrestati mentre si concesse al
bambino con la zia e la nonna di tornare indietro. Mario e
Theresia vennero incarcerati a Tirano e poi a San Vittore,
infine deportati ad Auschwitz dove Theresia morì di stenti nel
luglio del 1944 mentre Mario morì qualche mese più tardi nel
corso delle marce della morte.
Altro nome è quello di Giorgio
Balboni catturato dai tedeschi dopo l’8 settembre 1943 sul
fronte jugoslavo, viene deportato in Germania.


   

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