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Arcivescovo Napoli, violenza bagna di sangue strade città

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Ultimo aggiornamento 25 Gennaio, 2024, 17:36:39 di Maurizio Barra

“Sono profondamente addolorato e
preoccupato a causa dei recenti episodi di violenza e
criminalità che hanno ancora una volta bagnato di sangue le
strade della nostra città. E altrettanta preoccupazione nasce
dal dramma di chi sceglie di mettere fine alla propria vita in
un luogo che dovrebbe servire non soltanto a garantire la
sicurezza della comunità ma anche e soprattutto la rieducazione
di coloro che, avendo compiuto reati ed essendo temporaneamente
privi della libertà personale, dovranno ritornare alla società
in un modo nuovo improntato alla legalità e alla giustizia. Per
questo guardando al Vangelo e alla Costituzione non posso che
condividere con tutti il mio appello alla corresponsabilità
affinché la violenza non generi altra violenza, affinché queste
morti e queste ferite fermino altre morti e altre ferite,
affinché si compia ogni sforzo non solo per tutelare la dignità
e recuperare la vita di coloro che hanno compiuto il male ma
anche perché si agisca preventivamente, mettendo al centro del
dibattito cittadino l’emergenza educativa”. Così don Mimmo
Battaglia, arcivescovo di Napoli, in seguito alla recrudescenza
della criminalità e ai suicidi che si sono verificati in carcere
a Poggioreale.

   
“E mentre chiedo a tutte le istituzioni e alla società intera
di fare la propria parte senza cedere alla paura e
all’indifferenza, insieme alla mia Chiesa napoletana – e in
comunione con il mio confratello vescovo don Carlo Villano e la
Chiesa di Pozzuoli – di fare ancora una volta un passo in
avanti, diventando ancor più un avamposto di cura integrale
dell’uomo e un luogo sicuro per i ragazzi e i bambini della
nostra città che hanno diritto a percorsi educativi inclusivi
capaci di salvarli dalla strada e dalla violenza. Si proseguirà
– annuncia – con una nuova fase del patto educativo, in ogni
quartiere, municipalità e comune delle nostre diocesi dove
abbiamo individuato alcune parrocchie a cui è stato affidato il
compito di animare nell’ambito della propria zona questo
processo, dando in questo modo una spinta dal basso a un
percorso che necessita di maggiore impegno e attenzione da parte
di tutti. La Chiesa c’è e desidera animare e rianimare la
speranza della nostra gente”.

   

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