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Attentati cava Maffei, sit-in operai a Nuoro 'non smantellate'

Tempo di lettura: 2 minuti

Ultimo aggiornamento 25 Gennaio, 2024, 03:52:37 di Maurizio Barra

Dieci giorni fa l’ultima
intimidazione di una lunga serie nella cava della Maffei Sarda
Silicati a Sarule, quando due banditi armati e mascherati hanno
minacciato e legato il vigilante e danneggiato i mezzi
aziendali. Oggi i 36 operai della cava hanno paura che l’azienda
abbandoni il territorio e questa mattina, riuniti in un sit-in
davanti alla Prefettura di Nuoro, hanno manifestato la loro
preoccupazione.

   
“Nel giro di due anni l’azienda ha avuto due pesanti
attentati che si aggiungono ad altri episodi intimidatori e gli
operai hanno fondati timori che ci siano ripercussioni sulla
proprietà aziendale e quindi sul loro futuro – hanno spiegato
Katy Contini della Femca Cisl e Silvia Poddie della Filctem Cgil
– Per questo stamattina abbiamo manifestato e incontrato il
Prefetto di Nuoro Giancarlo Dionisi, al quale abbiamo illustrato
la situazione. Nelle cave della Maffei, tra Orani, Sarule e
Ottana lavorano 36 operai più un altro centinaio di addetti con
l’indotto e non possiamo permetterci un abbandono del territorio
da parte dell’azienda e nuovi disoccupati in una provincia già
debolissima sul fronte occupazionale”.

   
Il Prefetto Dionisi in seguito all’incontro con i sindacati e
con una delegazione di lavoratori, ha assunto l’impegno di
convocare domani il Comitato per la sicurezza e l’ordine
pubblico ma prima ancora incontrerà la proprietà aziendale per
capire se gli investimenti nel territorio continueranno.”La
Maffei è un’azienda solida nella quale lavoro da 20 anni ed è
assurdo che possa essere messa in pericolo non da una crisi di
mercato ma dagli attentati e quindi dai problemi di sicurezza –
ha detto Federico Corrias della Rsu – Da parte nostra c’è molta
preoccupazione anche perché è comprensibile che l’azienda venga
scossa da questi eventi che oltre a danneggiare i mezzi,
escavatori, perforatrice, pala meccanica, mettano in pericolo le
persone come è successo al vigilante. Noi chiediamo al Prefetto
garanzie sulla sicurezza nelle cave, cosa che tranquillizzerebbe
anche la proprietà aziendale e la stimolerebbe ad andare
avanti”.

   

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