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Indispensabile di Giovanni Morbin a Bologna per Art City

Tempo di lettura: 2 minuti

Ultimo aggiornamento 25 Gennaio, 2024, 16:49:55 di Maurizio Barra

In occasione di Art City Bologna,
il Museo Civico Archeologico ospita da oggi al 25 febbraio la
personale di Giovanni Morbin, ‘Indispensabile’, curata da
Daniele Capra e costituita da una cinquantina di lavori di
natura scultorea e documentativa realizzati dalla metà degli
anni Ottanta a oggi, e da nuove creazioni appositamente
realizzate dall’artista. ‘Indispensabile’ nasce dalla
fascinazione di Giovanni Morbin per alcuni dei reperti
archeologici conservati del Museo bolognese.

   
“Ho giocato con la realtà del Museo – ha spiegato l’artista
vicentino – sottolineando l’aspetto strumentale di alcuni miei
lavori. Molti dei quali hanno visto la luce per la prima volta
proprio in questa esposizione”. Ad essi si affianca quella sorta
di capostipite che è invece il mattone di argilla rossa di
Lubjana dal quale germoglia un pollice, “il primo e più grosso
dito della mano che ha dato la capacità all’uomo di
attrezzarsi”, ha aggiunto Morbin.

   
I lavori selezionati evidenziano la tendenza dell’autore a
considerare l’opera come dispositivo necessario a espletare
funzioni insolite di tipo concettuale o immaginarie. I suoi
strumenti, molti dei quali finalizzati alla manipolazione degli
oggetti, al posizionamento del corpo, sono ‘impropri’ e non
hanno una finalità reale effettiva e misurabile. Tra gli oggetti
esposti, Braccio rotto, Lascia, Manico T badile, che nascono
dall’osservazione della vegetazione delle piante; Scultura
sociale (2003-2023) è invece costituita da elementi modulari
semisferici in metallo liberamente componibili; Manomissore
(2023) è un volume in cemento osseo che rappresenta lo spazio
vuoto tra le mani dell’artista a riposo. Manmano (2023-2024)
nasce attraverso un calco ed è il frutto della compressione di
una porzione di argilla tra le mani. Tra gli attrezzi, infine,
Strumento a perdifiato del 1996 è un’opera di ottone, simile al
corno che si usa nelle orchestre classiche, a disposizione dello
spettatore che è invitato a parlare e ad ascoltare la propria
voce.

   

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