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Gravina (Figc): riconoscimento facciale e infrastrutture per combattere il razzismo negli stadi

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Ultimo aggiornamento 26 Gennaio, 2024, 03:57:23 di Maurizio Barra

Riconoscimento facciale e utilizzo della tecnologia per combattere il razzismo negli stadi. È l’ipotesi del presidente della Figc, Gabriele Gravina, al termine dell’incontro sul razzismo al Viminale con il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, quello dello Sport, Andrea Abodi, e il presidente della Lega di Serie A, Lorenzo Casini, reso necessario dopo gli insulti contro il portiere Mike Maignan durante Udinese-Milan del 20 gennaio.

“L’incontro è stato molto positivo perché abbiamo delineato alcune idee, alcune riflessioni e progetti che possono migliorare la qualità infrastrutturale – ha sottolineato Gravina al termine dell’incontro -. Mi riferisco in modo particolare all’ipotesi dell’inserimento del riconoscimento facciale. L’uso della tecnologia è in grado di garantire, di assicurare l’individuazione dei responsabili di questi atti di discriminazione o di violenza. Credo che sia già un buon risultato”.

Sempre il presidente della Figc ha aggiunto, a proposito degli insulti a Maignan: “Devo dire che Udine ne è la dimostrazione tangibile perché nell’arco di 48 ore i responsabili sono stati assicurati alla giustizia”.

Ma se da un lato è emerso quanto le norme attualmente in vigore siano stringenti, dall’altra è stata ribadita la necessità di renderle ancora più efficaci. Si è deciso così di creare un gruppo di lavoro con un mandato preciso composto dai due ministeri, dalla Figc e dalle Leghe. Come spiega il ministro Abodi, “si valuterà la tracciabilità nei documenti personali dei soggetti che hanno ricevuto un Daspo. Poi valuteremo come associare questa misura a forme di recupero sociale”.

Nello stesso tempo occorrerà intervenire sulle infrastrutture. Come messo in evidenza da Casini, l’obiettivo è portare “gli impianti di Serie A al livello di quello di Udine, che ha permesso di intervenire con tempestività identificando i colpevoli”. Sempre a proposito del Daspo, Gravina ha aggiunto: “Abbiamo ribadito che le nostre norme sancite nell’articolo 62 delle Noif (Norme organizzative interne federali, Ndr) sono le più severe a livello internazionale”.

Il presidente della Fifa, Gianni Infantino, dopo i fatti di Udine aveva chiesto di ricorrere alla sconfitta a tavolino. Gravina però replica: “Il principio enunciato da Infantino è già previsto dalle nostre norme. Più complicato è poi applicarlo”. Il numero uno della Figc è contrario anche all’idea di inasprire il Daspo: “Io sono molto favorevole soprattutto all’idea del recupero. Il Daspo è sicuramente uno strumento che sta dando i suoi frutti. Quindi inasprirlo non so a che cosa possa servire. A me piace più l’idea che il Daspo sia accompagnato da un processo di recupero, di riabilitazione”.

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