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Otto anni senza Regeni. La sorella, 'una vita rubata' 

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Ultimo aggiornamento 26 Gennaio, 2024, 04:28:17 di Maurizio Barra

Ora è tempo che tutti i nodi vengano al pettine, che la ricerca di verità e giustizia per Giulio Regeni faccia il suo corso. La richiesta della sua famiglia è sempre stata la stessa: sapere cosa è veramente successo in Egitto quel 25 gennaio del 2016 e poi pretenderne giustizia.

Oggi sono 8 anni senza Giulio: “una vita rubata”, ha scritto la sorella Irene questa mattina su X. Nel giorno dell’anniversario della scomparsa al Cairo è l’immagine di un pettine che scioglie i nodi a rafforzare la battaglia del popolo giallo, il popolo di Giulio. Il primo nodo si scioglierà con l’avvio del processo: la prima udienza del procedimento penale a carico dei quattro 007 egiziani ritenuti responsabili del sequestro, della tortura e della morte di Giulio è fissata per il 20 febbraio davanti alla Corte d’Assise di Roma. Un processo atteso dalla famiglia e che si apre a distanza di otto anni da quel giorno di gennaio, quando alle 19.41 il giovane ricercatore inviò il suo ultimo messaggio. Poi il vuoto. Fino al 3 febbraio, quando il suo cadavere, torturato, fu ritrovato lungo l’autostrada che collega Alessandria a Il Cairo. “Otto anni senza mio fratello – ha scritto Irene Regeni su X – una vita rubata.

La tua, la mia, le nostre”. Un messaggio condiviso in inglese, accompagnato da una foto di lei con la corona d’alloro in testa, abbracciata al fratello. La famiglia Regeni questa sera sarà in piazza a Fiumicello (Udine), il paese natale di Giulio. Al fianco dei genitori, Paola e Claudio, e della sorella Irene, sono attesi la loro legale Alessandra Ballerini, gli amici, i sostenitori, la comunità. L’appuntamento è alle 19 al piazzale dei Tigli. I primi cominciano ad arrivare poco dopo le 18. Al centro della piazza una sfera illuminata di giallo, una sedia vuota e palloncini. Ed è qui che ancora una volta si rinnoverà la richiesta di verità e giustizia per il giovane, con un minuto di silenzio osservato alle 19.41. Durante la manifestazione è previsto un flash mob, con protagonisti una grande pettine giallo e una serie di nodi da sciogliere.

“Otto anni fa su Giulio iniziava a compiersi ‘tutto il male del mondo'”, “ora è finalmente tempo che tutti i nodi vengano al pettine”, è il leitmotiv che da giorni si diffonde sui social tramite l’account collettivo Giulio siamo noi. E anche oggi l’Italia, da nord a sud, non mancherà l’appuntamento. A Firenze l’amministrazione comunale ha inaugurato una panchina gialla per Giulio. A Torino ci si ritroverà per una serie di letture. E ancora fiaccolate, post e pensieri sui social. Il supporto arriva anche dalla politica: “I responsabili siano processati e paghino”, afferma la segretaria del Pd Fvg, Caterina Conti. Gli “assassini”, dice il co-portavoce nazionale di Europa Verde e deputato di Avs, Angelo Bonelli, “sono attualmente liberi”, “siamo vicini alla famiglia”

   

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