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Restaurati i dipinti murali della chiesa di Celle sul Rigo

Tempo di lettura: 2 minuti

Ultimo aggiornamento 26 Gennaio, 2024, 04:05:36 di Maurizio Barra

Svelato nella
chiesa di San Paolo Converso a Celle sul Rigo (Siena), ai
confini tra Toscana e Lazio il restauro di affreschi
raffiguranti “I misteri del Rosario” nell’altare dedicato alla
Vergine Maria e due tele raffiguranti la prima “Lo sposalizio
tra Maria e Giuseppe” e la seconda “La Presentazione di Gesù al
Tempio”. Il lavoro è stato curato da Roberta Sugaroni e Lucia
Chietti.

   
Alla presentazione c’erano anche il cardinale Augusto Paolo
Lojudice, vescovo di Montepulciano-Chiusi-Pienza, il parroco don
Antonio Canestri, che è anche vicario generale e delegato
diocesano per i Beni Culturali, il sindaco Agnese Carletti di
San Casciano dei Bagni e Carlo Rossi, presidente della
Fondazione Mps, ente che ha finanziato il restauro col progetto
‘Let’s art’, con i contributi della Banca Tema, del Bcc
Fiorentino e dell’associazione “Amici di don Cilio”. A seguito
di una raccolta fondi, all’ente beneficiario, ovvero la diocesi
di Montepulciano, la Fondazione Mps ha raddoppiato l’importo
raccolto. “Un grazie speciale a quanti ci hanno sostenuto – ha
detto il cardinale Lojudice – perché in questo modo non solo
preserviamo opere d’arte, ma conserviamo anche la memoria
storica e religiosa delle nostre comunità. Da soli non possiamo
fare tutto e per questo occorre mettersi in rete per preservare
in nostri tanti tesori artistici disseminati sul territorio
diocesano”.

   
“Con il percorso Let’s Art! – spiega Carlo Rossi presidente
Fondazione Mps – abbiamo facilitato l’incontro fra due evidenze
del nostro tempo: da un lato lo sviluppo e la pervasività
crescenti dei nuovi strumenti digitali e dall’altro la necessità
di valorizzare e conservare il patrimonio artistico-culturale.

   
Il restauro dei dipinti murali e delle tele della chiesa di San
Paolo Converso ben si inserisce in questo contesto con duplice
valenza artistica e religiosa”. “Sono opere molto significative
– aggiunge don Canestri – per la piccola comunità. Esse si
uniscono, infatti, al prezioso dossale e al portale in
travertino scolpito a inizio 1500 e altri reperti provenienti da
luoghi di culto e edifici scomparsi. Le opere sono di nuovo
leggibili, cosa non facile prima dell’intervento a causa della
polvere e della fuliggine delle candele”.

   

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