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Suo nonno morì nei lager, 'disse no a Salò, ricordo suo valore'

Tempo di lettura: < 1 minuto

Ultimo aggiornamento 26 Gennaio, 2024, 17:30:05 di Maurizio Barra

Tra le mani la foto del
nonno, stretta a sé con orgoglio. Si chiamava Vito come lui e
aveva solo 30 anni quando morì prigioniero in Germania dopo
l’armistizio dell’8 settembre del 1943. Vito Balzano, originario
di Canosa di Puglia, è uno dei 14 cittadini della provicia
Barletta-Andria-Trani morti nei campi di concentramento nazisti
e al cui sacrificio è stata conferita una medaglia consegnata in
Prefettura a Barletta, in occasione della giornata della
memoria.

   
Vito sa solo quanto le parole del padre e della nonna gli
hanno regalato. “Nonno è morto a Rostock, in Germania, dopo che
gli fu chiesto di scegliere se aderire alla repubblica di Salò o
se unirsi agli alleati. Lui disse no ai fascisti, a Salò, e fu
deportato con i suoi commilitoni in un campo di concentramento
dove lavorava per costruire bombardieri e da lì non tornò più”,
racconta il nipote che vive sulla sua pelle il dolore per un
nonno mai conosciuto.

   
“Questa medaglia è un riconoscimento al suo valore e al suo
essere stato un eroe – aggiunge – è come se venisse messa sul
suo petto. Mi limiterò a raccoglierla e a portargliela. E ne
sono onorato”.

   

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