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Aigi scrive a Mattarella,imprese indotto ex Ilva sul baratro

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Ultimo aggiornamento 27 Gennaio, 2024, 18:51:41 di Maurizio Barra

“Non consenta che la città di
Taranto, in un momento così critico per le sue sorti future, sia
lasciata sola. Ora, più che mai, la città, i cittadini, i
lavoratori e le loro famiglie avvertono il bisogno di sentire la
vicinanza del loro presidente”. Lo scrive Fabio Greco,
presidente di Aigi, associazione che rappresenta 100 imprese e
4000 lavoratori dell’indotto del siderurgico, in una lettera
inviata al presidente della Repubblica Sergio Mattarella in cui
manifesta le preoccupazioni delle imprese che temono di perdere
crediti per 130 milioni di euro in caso di messa in
amministrazione straordinaria dell’ex Ilva. Una eventualità che
“si tradurrebbe – sottolinea Greco – in una nuova voragine nei
bilanci delle aziende dell’indotto; 130 milioni di euro che
mancherebbero all’economia cittadina compromettendo tutti i
settori vitali del territorio”. Il presidente di Aigi ricorda
che le imprese “hanno già subito gli effetti
dell’amministrazione straordinaria 10 anni fa con la perdita di
150 milioni di euro e, questa volta, non riuscirebbero a
sopravvivere”.
Greco fa rilevare che il commissariamento “porterebbe a carico
del bilancio dello Stato gli esorbitanti costi di cassa
integrazione, nonché quelli, altrettanto rilevanti, conseguenti
all’intervento del fondo di garanzia Inps per ripagare i crediti
(retribuzioni e tfr) dei lavoratori delle aziende in default”.

   
Il presidente di Aigi auspica “la possibilità di un’audizione”
con il capo dello Stato e spiega che in questo momento “la
popolazione tarantina e tutte le forze del territorio sono più
che mai coese: lunedì 29 rappresenterà la data storica di una
grande iniziativa che unirà imprenditori e operai: tutte le
organizzazioni sindacali insieme alle imprese dell’indotto,
scenderanno in piazza a manifestare in difesa della produzione
ecocompatibile e del lavoro per il territorio tarantino, nonché
– conclude – per la sopravvivenza dello stabilimento siderurgico
il cui futuro è fortemente a rischio”.

   

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