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Anno giudiziario, nelle Marche cala durata cause in appello

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Ultimo aggiornamento 27 Gennaio, 2024, 18:40:32 di Maurizio Barra

Si riducono le pendenze e la durata media dei procedimenti civili e penali in appello nelle Marche.
    E’ quanto emerge dalla relazione del presidente della Corte d’Appello di Ancona Luigi Catelli in occasione dell’inaugurazione dell’Anno giudiziario delle Marche che si è tenuta stamattina ad Ancona.
    In particolare per i procedimenti civili, il magistrato ha segnalato un calo delle pendenze di circa il 20% (da 4.173 a 3.338), e un disposition time (tempo di definizione) che nell’ultimo periodo considerato (primo semestre 2023) si è abbassato a 370 giorni con una capacità di smaltire cause salita da 1,30 a 1,51.
    A questo dato, fa da contraltare l’arretrato cosiddetto patologico, perché le cause ultrabiennali civili in appello, pur riducendosi a 1.489, restano il 36% dei 3.901 giudizi pendenti, rispetto al 48,64% dell’anno precedente. Ancora più sensibile la riduzione dei tempi nelle cause di lavoro in appello che si attesta a 228 giorni rispetto ai 467 precedenti. Una riduzione di pendenze, anche se meno sensibile, si registra anche nei tribunali: -5% (da 14.077 a 13.440). Il nodo della eccessiva durata dei processi, comunque, resta un fardello pesante anche per le casse dell’Erario: si riducono le cause (da 904 a 770 sopravvenute) per il risarcimento da equa riparazione (Legge Pinto) ma l’importo delle condanne pronunciate dalla Corte rimane alto: 4.571.334,30 euro tra il primo luglio 2022 e il 30 giugno 2023.
    In ambito penale, in appello, la definizione dei processi (disposition time) si è abbassata a 387 giorni rispetto ai 686 del 2022 con pendenze di procedimenti calate del 13% (3.598) anche grazie una crescita dei processi definiti (+39%). Davanti ai tribunali, in primo grado, le cause rimaste in piedi si sono ridotte del 12% (da 741 a 650) per i giudici collegiali e del 10% per monocratici (da 11.296 a 10.222). Negativo resta il trend dei procedimenti definiti in appello per prescrizione con una percentuale salita dal 15 al 20% (590 su 2.871).
   

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