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Corteo a Falconara, 'fermiamo il disastro ambientale'

Tempo di lettura: 2 minuti

Ultimo aggiornamento 27 Gennaio, 2024, 21:11:58 di Maurizio Barra

“Fermiamo il disastro
ambientale” e “Con Api non si vola più”. Sono due scritte che
campeggiavano in striscioni mostrati durante una manifestazione
con corteo che si è svolto nel pomeriggio a Falconara, promosso
da Falkatraz, Malaria, OndaVerde, Campagna ‘per il clima, fuori
dal fossile’ e l’Ambasciata dei diritti. Un’iniziativa molto
partecipata che, secondo gli organizzatori, ha coinvolto circa
5mila persone provenienti non solo dalla provincia di Ancona ma
anche da Abruzzo, Puglia, Emilia Romagna e da Roma. Il raduno in
piazza Mazzini poi il corteo lungo via Flaminia e via Bixio
prima del ritorno al punto di partenza. Tra i manifestanti anche
uno striscione dei Centri sociali delle Marche.

   
“Quella che un tempo sembrava una rivendicazione radicale e
impraticabile oggi riassume il buon senso e il realismo che
difende il presente e il futuro del territorio: – hanno scritto
i promotori dell’iniziativa in una nota – la progressiva
dismissione degli impianti della raffineria Api con un piano di
bonifiche pubbliche, che preveda il concorso del privato secondo
il principio ‘chi inquina paga’, che tutelino il lavoro e
risarciscano la cittadinanza, per evitare l’ennesima cattedrale
nel deserto, a danno avvenuto e per un progressivo abbandono
dell’uso delle fonti fossili e una purtroppo timida transizione
ecologica, prevista anche dalla Cop28 nei paesi arabi, la più
conservatrice dell’ultimo decennio”.

   
“Nell’immediato se, come evidente, la raffineria non è in
grado di limitare il danno permanente inflitto, – secondo gli
organizzatori – urge la sospensione temporanea delle sue
attività, che reclamiamo nella responsabilizzazione di tutti gli
organi competenti e implicati, dalla magistratura attraverso il
sequestro degli impianti senza facoltà d’uso,
all’amministrazione comunale con un’ordinanza per limitazione e
tutela del rischio sanitario, alla Regione e i ministeri
competenti attraverso la sospensione dell’Autorizzazione
integrata ambientale, già concessa nel maggio 2018, a ridosso
dell’incidente del serbatoio tk61, ed elusa in modo reiterato e
sistematico in più articoli nel corso degni anni come tuttora”.

   

   

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