Ultimo aggiornamento 27 Gennaio, 2024, 19:57:09 di Maurizio Barra
“Il Qatar ospita i leader Hamas, lo finanzia, ha leve su di loro. Il Qatar si è offerto di mediare: che eserciti pressioni” ha detto Netanyahu incontrando la stampa. “Si sono impegnati a far pervenire medicine agli ostaggi: aspettiamo di vedere che lo facciano”. Riferendosi a tensioni con Qatar e l’Egitto ha ribadito: “Non rinuncerò ad alcuna strada pur di fare pressione su Hamas. Sono impegnato di continuo per gli ostaggi, non ho bisogno di essere spronato. Io stesso – ha ricordato – fui ferito nella liberazione di ostaggi in un aereo Sabena (nel 1972) e mio fratello morì in una operazione simile in Uganda”, nel 1976.
Manifestanti di diversi gruppi e organizzazioni si stanno riunendo in piazza Habima a Tel Aviv per le proteste contro il governo previste per la serata, come riferiscono i siti israeliani. I manifestanti hanno alzato cartelli che denunciano il fallimento del governo il 7 ottobre e chiedono le dimissioni del primo ministro Benyamin Netanyahu. Tra loro ci sono membri del Fronte Rosa, un gruppo di protesta anti-Netanyahu formatosi nel 2020. Tra gli altri gruppi alcune organizzazioni pacifiste che chiedono un cessate il fuoco immediato a Gaza e la fine della presenza militare di Israele in Cisgiordania. In piazza il gruppo Looking the Occupation in the Eyes (Guardare l’occupazione negli occhi) con lo slogan : “Il giorno dopo è adesso”, riferendosi alla necessità di decidere sul futuro di Gaza. In piazza Habima ci sono anche i familiari degli ostaggi. Altri parenti hanno manifestato oggi davanti alla casa del primo ministro a Cesarea.
L’Unrwa ancora nel mirino
L’Unrwa ancora nel mirino, all’indomani della notizia sul coinvolgimento di alcuni suoi dipendenti negli attentati del 7 ottobre scorso da parte di Hamas contro Israele. Tel Aviv chiede all’Onu di agire immediatamente. Intanto, dopo Usa e Canada, anche da alcuni paesi europei arriva lo stop ai finanziamenti per l’agenzia delle Nazioni unite che si occupa dei profughi palestinesi. Italia, Regno Unito e Finlandia, insieme all’Australia, hanno annunciato la sospensione del sostegno economico all’Unrwa.
“Chiediamo all’Onu di assumere azioni immediate contro la leadership dell’Unrwa”, ha detto il ministro degli esteri israeliano Israel Katz dopo aver ringraziato Usa e Canada per la decisione di sospendere i finanziamenti all’Unrwa a causa dei legami di 12 dei suoi dipendenti con Hamas nell’attacco del 7 ottobre. “Israele farà in modo che l’Unrwa non sia parte del dopoguerra a Gaza”, ha detto Katz, aggiungendo che “lavorerà” per ottenere il sostegno bipartisan negli Usa, nell’Ue e in altre nazioni a livello globale a favore di questa politica volta a fermare le attività dell’Unrwa a Gaza.
Tajani: ‘Anche l’Italia sospende i finanziamenti all’Unrwa’
“Il governo italiano ha sospeso finanziamenti all’Unrwa, dopo l’atroce attacco di Hamas contro Israele del 7 ottobre. Paesi Alleati hanno recentemente preso la stessa decisione. Siamo impegnati nell’assistenza umanitaria alla popolazione palestinese, tutelando la sicurezza di Israele”. Lo annuncia il ministro degli Esteri Antonio Tajani su X.
Anche Londra sospende i fondi all’Unrwa, ‘siamo sconvolti’
Il Regno Unito ha temporaneamente sospeso i futuri finanziamenti all’Unrwa, l’agenzia delle Nazioni Unite per i palestinesi, affermando di essere “sconcertato dalle accuse secondo cui il personale dell’Unrwa sarebbe stato coinvolto nell’attacco del 7 ottobre contro Israele”. In una dichiarazione al Guardian il ministero degli Esteri ha affermato: “Il Regno Unito è sconvolto dalle accuse secondo cui il personale dell’Unrwa sarebbe stato coinvolto nell’attacco del 7 ottobre. Stiamo temporaneamente sospendendo i finanziamenti futuri all’Unrwa, esaminiamo le accuse. Restiamo impegnati a fornire aiuti umanitari alla popolazione di Gaza”.
Stop della Finlandia ai fondi per l’Unrwa, ‘non diamo soldi a Hamas’
La Finlandia ha sospeso temporaneamente il sostegno all’organizzazione delle Nazioni Unite per i rifugiati palestinesi, Unrwa, poiché alcuni dipendenti sono sospettati di aver partecipato all’attacco terroristico contro Israele da parte di Hamas il 7 ottobre. Il ministro del commercio estero finlandese Ville Tavio ha scritto su X di aver preso personalmente la decisione. “Stiamo aspettando un’indagine indipendente e approfondita. La politica della Finlandia è che i sussidi a favore di Hamas non vengono pagati”, ha dichiarato Tavio, “i soldi finlandesi non devono andare a Hamas o ad altri terroristi. Il sospetto che i dipendenti del beneficiario dell’aiuto siano coinvolti in un attacco terroristico porta alla sospensione dell’aiuto”, ha affermato Tavio in un comunicato stampa.
Anche l’Australia sospende i finanziamenti all’Unrwa
Anche l’Australia ha sospeso i suoi finanziamenti all’Unrwa, dopo lo scandalo di una dozzina di impiegati presumibilmente coinvolti negli attacchi terroristici del 7 ottobre. “Stiamo parlando coi nostri partner e sospenderemo temporaneamente i nostri esborsi e i recenti finanziamenti”, all’agenzia Onu che supporta i profughi palestinesi, ha scritto su X la ministra degli Esteri australiana, Penny Wong, che si è detta “profondamente preoccupata per le accuse rivolte all’organizzazione. “Salutiamo l’immediata reazione dell’Unrwa, incluso il licenziamento (dei dipendenti sospetti) e il suo recente annuncio lancio di un’inchiesta approfondita sulle accuse rivolte all’organizzazione”, ha aggiunto Wong. L’annuncio dell’Australia è stato dato poco dopo quello analogo del Canada e dell’Italia e degli Stati Uniti.
Hamas, ‘Onu non ceda ai ricatti di Israele sull’Unrwa’
“Chiediamo alle Nazioni Unite e alle istituzioni internazionali di non cedere alle minacce e ai ricatti di questa entità nazista canaglia, che cerca di tagliare tutte le ancora di salvezza al nostro popolo”: lo ha scritto Hamas su Telegram, sottolineando “l’importanza del ruolo di queste agenzie nel fornire soccorso al nostro popolo e nel documentare i crimini dell’occupazione, che superano i crimini più orribili conosciuti dall’umanità nella nostra era moderna”.
Olp: ‘Da sospensione fondi a Unrwa un rischio politico’
L’Olp ha fatto appello ai Paesi che hanno congelato i finanziamenti all’Unrwa di rivedere la loro posizione , visto che questa scelta “comporta un rischio politico e per gli aiuti”. Lo ha detto su X Hussein al Sheikh, segretario generale dell’Olp e alto funzionario dell’Autorità nazionale palestinese. “Questa decisione – ha ammonito – comporta un rischio politico. Gli stati sono invitati a ritirare immediatamente la loro decisione”.
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