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L'acquario di Napoli fa 150 anni, è il più antico del mondo

Tempo di lettura: 2 minuti

Ultimo aggiornamento 27 Gennaio, 2024, 08:27:44 di Maurizio Barra



Sospeso tra i ricordi di 150 anni
di storia e il racconto delle nuove tecnologie sulla
biodiversità. E’ così che si è celebrato oggi il compleanno
della Stazione Zoologica “Anton Dohrn”, a Napoli, dove in
centinaia sono accorsi per festeggiare l’acquario più antico del
mondo. La mattinata ha visto alternarsi voci del mondo
scientifico, ricercatori della Stazione, esponenti del mondo
accademico e associazioni ambientaliste. Al centro della
discussione anche il tema della corretta comunicazione e
divulgazione scientifica, contro la cattiva informazione che
spesso circola in rete.


   
“L’anniversario di oggi ci sprona ad andare avanti – afferma
il vice presidente Silvestro Greco – siamo già pronti con la
nuova nave oceanografica, dotata di tutta la strumentazione
tecnologica avanzata per la ricerca marina. Stiamo enfatizzando
i rapporti con le Università e i centri di ricerca. Infine,
metteremo a disposizione tutte le nostre expertise, per far sì
che la ricerca marina vada avanti e che la Stazione Zoologica
continui ad essere il primo ente italiano di ricerca sul mare”.


   
Per l’occasione è stata inaugurata la mostra “Un mare di
colori – 150 anni nell’Aquarium di Napoli” e domani e domenica
sarà possibile visitare l’Aquarium e il museo Darwin-Dohrn
gratuitamente, per un massimo di 80 persone all’ora.


   
L’acquario di Napoli oggi ha mantenuto la struttura
architettonica dell’epoca e di recente, dopo un restauro durato
sei anni, ha riaperto con l’impiego delle tecnologie più
moderne, a garanzia del benessere animale, e con vasche
allestite come finestre sugli ambienti marini. Una delle novità
è stata l’inserimento di alcuni colorati ambienti tropicali, con
lo scopo di sensibilizzare i visitatori e gli studenti su
tematiche ambientali come il cambiamento climatico e la
tropicalizzazione del Mediterraneo. Il compleanno ha portato
tutti indietro nel tempo, a quando 150 anni fa i cittadini
scoprivano per la prima volta gli organismi che popolavano “il
mare di fronte”, come si diceva a Napoli, un mondo all’epoca
misterioso e sconosciuto, a pochi passi dalla Villa Comunale.


   
Avamposto di cultura e conoscenza, era uno spazio dove studiosi
e ricercatori provenienti da ogni luogo potevano osservare e
studiare gli animali dal vivo, nei loro ambienti naturali.


   
Divenne in poco tempo un modello da seguire in tutto il mondo,
anche per l’acqua che veniva e viene tutt’oggi prelevata
direttamente dal mare, attraverso una condotta lunga cento
metri. Dohrn con la sua opera e la sua visione, riuscì a creare
un legame affettivo tra l’acquario e la città di Napoli, una
connessione fortemente viva ancora oggi, un ponte di
collegamento tra migliaia di studenti, cittadini ed il mare.


   



   

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