Ultimo aggiornamento 27 Gennaio, 2024, 01:23:17 di Maurizio Barra
Il magistrato ha richiamato in particolare quanto accaduto solo pochi giorni fa in corso Lucci, a Napoli, con l’esplosione di 80 colpi d’arma da fuoco “in pieno centro ed in orario ordinario”. “Sebbene in calo gli omicidi nell’ambito parteneopeo (-22,22%) non mancano di segnalare le forze di polizia come sia diffuso l’inqualificabile fenomeno delle cosiddette stese tra bande contrapposte”, ha proseguito Forgillo. “Il fenomeno delle stese avvicina il nostro territorio più a quei paesi sudamericani che ad un paese dell’occidente”, ha osservato il magistrato. “Si tratta di un fenomeno che a livello locale, cioè a livello di questo distretto, deve impensierire non poco chi di dovere per prendere qualche contromisura, per evitare che le persone evitino di uscire la sera, anche nel salotto buono della città”, ha concluso Forgillo. Anche se in calo nel 2023, tra Napoli e provincia sono state 3.201 le notizie di reato per lesioni dolose; 28 gli omicidi volontari consumati; 190 le violenze sessuali denunciate. Resta sostanzialmente immutato il dato dei furti: circa 64.500 mentre sono 805 le estorsioni denunciate. In calo i reati di contrabbando e i delitti informatici.
A Napoli bullismo e violenza giovanile ‘fenomeni allarmanti’
Anche se al di fuori della logica camorristica, “sono sempre più frequenti risse, con accoltellamenti e ferimenti con arma da fuoco perpetrati nei confronti di esponenti di aggregazioni giovanili”. Lo scrive nella sua relazione per l’inaugurazione dell’anno giudiziario il presidente della Corte d’Appello di Napoli, Eugenio Forgillo, il quale sottolinea che per il settore minorile si registra “un sensibile incremento degli affari nel settore penale (+17,10%)”. I fatti che vedono protagonisti e vittime al tempo stesso i minori avvengono nei luoghi di grande aggregazione. A giudizio del magistrato “allarmanti” sono le segnalazioni dei “fenomeni di violenza/prepotenza e di buillismo davvero in costante crescita, in grado di avvelenare la pacifica convivenza civile e costringere in tanti a diradare la presenza in pubblico”.
Processi pendenti in calo nel distretto di Napoli
Sono circa 130mila i processi penali pendenti dinanzi ai sette tribunali che ricadono nel distretto della Corte di Appello di Napoli (Avellino, Benevento, Napoli, Napoli Nord, Nola, Santa Maria Capua Vetere e Torre Annunziata) e alla stessa Corte di appello partenopea. E’ quanto emerge dalla relazione del presidente della Corte d’Appello di Napoli, Eugenio Forgillo. Il dato è relativo al periodo 1 luglio 2022 e 30 giugno 2023 e fa registrare un calo delle pendenze del 10,38% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. In calo anche le iscrizioni di nuovi procedimenti (con una flessione del 12,22%). Dati che evidenziano, fanno sapere dagli uffici giudiziari, che nonostante la carenza di magistrati (in tutto il distretto ne sono in servizio 1.000 ma a giudizio di Forgillo ne servirebbero almeno 1.300) la ‘zavorra’ dell’arretrato si può cancellare ed è possibile centrare gli obiettivi del Pnrr. Un risultato che però costa sacrificio anche perchè manca circa il 30% del nuovo personale assicurato (addetti all’ufficio del processo), senza contare che, trattandosi di personale a tempo determinato, chi ha una diversa opportunità di lavoro definitivo lascia, anche dopo un percorso di formazione. Nel processo penale resta ancora assolutamente prevalente il “giudizio ordinario”. Nel settore civile (comprensivo del lavoro, previdenza e volontaria giurisdizione) si registra una contrazione dei giudizi in 5 tribunali su sette (Avellino, Benevento,Napoli, Napoli Nord e Nola). Cresce il contenzioso a Santa Maria Capua Vetere e a Torre Annunziata. Complessivamente tra primo grado ed appello sono 159.220 le pendenze ancora da definire.
Pg Napoli, allarme penetrazione ‘camorra spa’ nell’economia
“La penetrazione dell’impresa camorristica nell’economia è diventata potente. Non voglio dire che non ci siano ampi strati di società civile sani ma voglio sottolineare il dato dell’opacità. Accanto a imprese sane vi sono imprese di diretta emanazione criminale”. È l’allarme lanciato dal procuratore generale presso la Corte d’Appello di Napoli, Antonio Gialanella, che ha incontrato i giornalisti alla vigilia della cerimonia di inaugurazione dell’anno giudiziario. Il pg ha anche sottolineato che nel territorio del distretto della Corte d’Appello “la criminalità comune e quella minorile non sono a compartimenti stagni, l’una isolata dall’altra”, aggiungendo che quella minorile costringe le forze dell’ordine ad un notevole dispiegamento di energie per il contrasto. A giudizio del procuratore generale, poi, “ritienere che tutti i problemi della questione criminale siano risolvibili con l’armamentario del processo penale e della carcerizzazione è un’illusione che non dobbiamo dare ai nostri concittadini”: occorre infatti combattere la criminalità “andando alla radice, dove si innestano le grandi devianze”.
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